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Servizio civile universale: Cnesc, “dalla sentenza della Corte costituzionale un impulso alla sua realizzazione”

Lo Stato ha il compito di assicurare l’unitarietà del servizio, che per sua natura non può che essere “nazionale”, mentre alle Regioni e alla pubblica amministrazione spetta la leale collaborazione. È quanto ha stabilito in materia di Servizio civile universale la Corte costituzionale, respingendo i ricorsi presentati dalle Regioni Veneto e Lombardia contro alcune norme del decreto legislativo 40/2017. In sostanza le due Regioni contestavano lo scarso coinvolgimento da parte dello Stato centrale nelle attività di programmazione e nell’adozione dei piani operativi, in quanto questi interferirebbero con le competenze delle Regioni senza rispettare il principio di leale collaborazione tra i vari livelli istituzionali. Una posizione, quella di Veneto e Lombardia, rigettata dalla Corte costituzionale. Ora la Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile) si attende che, proprio nello spirito di leale collaborazione, tutti i soggetti istituzionali che ricoprono un ruolo nel sistema del servizio civile collaborino per il buon funzionamento della legge, a cominciare da una coerente istruttoria per passare dalla progettazione alla programmazione. Istruttoria alla quale la Cnesc auspica vengano pienamente coinvolti i giovani. A oltre due anni dall’approvazione della nuova legge – afferma la Cnesc in un comunicato –, molti passi devono essere ancora fatti per garantire che il nuovo servizio civile sia veramente “universale”, aperto cioè a tutti i giovani che intendono farlo.