Verso il Sinodo

#PerMilleStrade: don Ramello (Piemonte-Valle d’Aosta), “con il cuore spalancato, aperto ai desideri, disponibile alle sorprese”

“Restare con il cuore spalancato, aperto ai desideri, disponibile alle sorprese”. È l’invito rivolto da don Luca Ramello, responsabile della pastorale giovanile della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta (Cep), ai giovani che ad inizio agosto parteciperanno all’iniziativa “Per mille strade”, il cammino di preparazione all’incontro con Papa Francesco (11 e 12 agosto, Roma) in vista del Sinodo dei vescovi del prossimo ottobre. Saranno 2.000 i giovani piemontesi e valdostani che dalle rispettive diocesi si muoveranno verso Venaria per poi raggiungere la cattedrale di Torino dove nella serata di venerdì 10 agosto vivranno la fase conclusiva de “L’amore lascia il segno” sostando in riflessione e preghiera davanti alla Sindone prima di partire alla volta di Roma. Nel sottolineare “il legame molto forte” tra Sindone e Sinodo, don Ramello spiega che “nel passaggio davanti alla Sindone non si intende offrire solo un pellegrinaggio ma proporre ai giovani l’esperienza del discepolo amato”, indicato come figura di riferimento nel documento preparatorio del Sinodo. Il responsabile della pastorale giovanile della Cep, suggerisce ai giovani di “mettersi in ascolto della Parola del Signore” e di “riconoscere i segni”. “L’esperienza che vivremo anche a Roma – aggiunge -, mi auguro sia slancio per altre mete, forse anche più impegnative, che sono quelle della vita e la prima delle quali è la ricerca della propria vocazione”. Per don Ramello, “anche dopo il Sinodo sarà necessario un ascolto dei giovani. C’è bisogno che tutta la Chiesa, e ancor di più la società, riesca ad ascoltare davvero i giovani per quello che hanno da dire e per quello che sono e non per come vorremmo fossero”. Inoltre, “serve un sussulto di responsabilità da parte dei giovani credenti verso i loro coetanei ma anche di tutte le nostre comunità verso i giovani, perché – conclude il responsabile regionale – senza questa alleanza intergenerazionale è difficile che la società vada avanti”.