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Migrazioni: Commissione Ue, intese regionali sugli sbarchi. “Ma prima di tutto serve l’accordo degli Stati membri”

(Bruxelles) Oltre all’istituzione di centri controllati, i leader dell’Unione europea “hanno chiesto alla Commissione di esaminare il concetto delle intese regionali sugli sbarchi, in stretta cooperazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e in partenariato con Paesi terzi”. Obiettivo delle intese regionali sugli sbarchi è – chiarisce la Commissione – “fare in modo che le persone soccorse possano essere sbarcate rapidamente e in condizioni di sicurezza, su entrambe le sponde del Mediterraneo, nel rispetto del diritto internazionale, compreso il principio di non respingimento (non-refoulement), e che la fase successiva allo sbarco sia gestita responsabilmente”. I principali elementi delle intese regionali sugli sbarchi sono i seguenti: anzitutto “regole chiare per tutti”, per ridurre le morti in mare e assicurare ordine e prevedibilità negli sbarchi, si dovrebbero incoraggiare tutti gli Stati costieri del Mediterraneo ad istituire zone di ricerca e soccorso e centri di coordinamento del soccorso in mare”. Quindi “partenariati su un piano di parità: si svilupperà una collaborazione con i Paesi terzi interessati muovendo dai partenariati vigenti; a tali Paesi sarà offerto un sostegno personalizzato”. Terzo: “nessun fattore d’attrazione”, cioè “non tutte le persone sbarcate che necessitano di protezione internazionale potranno fruire delle possibilità di reinsediamento; si dovrebbero predisporre punti di accoglienza in luoghi il più possibile lontani dai punti di partenza irregolare”.
Ancora: “né trattenimento né campi: le intese regionali sugli sbarchi comportano la predisposizione di un complesso di regole e procedure finalizzate a uno sbarco e una fase successiva gestiti con ordine in condizioni di sicurezza, nel totale rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani”. Infine: “sostegno finanziario e logistico dell’Ue per le attività legate agli sbarchi e alla fase successiva, così come per la gestione delle frontiere, tramite apparecchiature, formazione ed altre forme di assistenza”. Nelle riunioni di domani 25 luglio “gli ambasciatori dovrebbero discutere sul concetto dei centri controllati nell’Ue e sulla possibilità di attivare rapidamente un sistema provvisorio per lo sbarco nell’Unione delle persone soccorse in mare”. Nella riunione di domani si accennerà inoltre ai lavori dedicati alle intese regionali sugli sbarchi, che proseguiranno nella riunione con l’Oim e l’Unhcr fissata per il 30 luglio 2018 a Ginevra”. Soltanto dopo aver concordato un approccio comune a livello di Ue si rivolgeranno proposte ai Paesi terzi interessati”.