Tratta e sfruttamento

Infanzia: Save the Children, “aumentano le ragazze nigeriane e rumene in strada”

Tra le ragazze nigeriane che giungono via mare in Italia 8 su 10 sarebbero potenziali vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, un numero che ha fatto registrare, tra il 2014 e il 2016, un incremento del 600%. Molte giovanissime nigeriane sono indotte dagli sfruttatori a dichiararsi maggiorenni per sfuggire al sistema di protezione per minori. Lo denuncia il rapporto “Piccoli schiavi invisibili” diffuso oggi da Save the children. Nel corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono state 200 (quasi il doppio rispetto all’anno precedente, 111 vittime), di cui la quasi totalità – 196 – sono ragazze. Anche gli operatori delle unità di strada del programma “Vie d’uscita” di Save the Children in Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e Roma, tra gennaio 2017 e marzo 2018 sono entrati in contatto con 1.904 vittime, di cui 1.744 neo-maggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni, in netta prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle rumene (29%). Un numero in crescita rispetto al periodo maggio 2016-marzo 2017, quando erano state contattate 1.313 vittime. In una sola notte, a ottobre 2017, la rete di organizzazioni riunite nella Piattaforma Nazionale Anti-Tratta ha rilevato 5.005 vittime in strada, tra cui 211 minori, registrando un incremento del 53% rispetto alla precedente rilevazione a maggio dello stesso anno. “E’ inaccettabile che bambine e adolescenti finiscano nella rete di sfruttatori senza scrupoli, vittime quotidiane, sulle strade delle nostre città, degli abusi perpetrati da coloro che invitiamo tutti a non chiamare più ‘clienti’”, afferma Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the children. “E’ quanto mai fondamentale e urgente – prosegue – che le istituzioni si impegnino a fondo per mettere fine a questa inaccettabile piaga: il nuovo Piano Nazionale Anti-Tratta per il 2019 dovrà contenere un Piano di Azione mirato alla protezione dei minori da rischi di tratta e sfruttamento che preveda interventi e misure di lungo periodo che vanno dalla prevenzione all’emersione, dalla presa in carico delle vittime sino alla loro piena inclusione sociale ed economica, anche attraverso programmi di mentoring e tutoraggio per l’inserimento scolastico e lavorativo”. Inoltre, conclude, è necessario “rafforzare la rete di contrasto alla tratta di esseri umani a livello europeo e internazionale per colpire le reti criminali”.