Nomine

Diocesi: don Massara nominato vescovo di Camerino-San Severino. Mons. Brugnaro, “essere sempre terra accogliente capace di produrre frutto”

(Camerino) Adopera parole cariche di gratudine e autentica emozione mons. Francesco Giovanni Brugnaro nel salutare la comunità dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino, che ha guidato per undici anni prima della nomina, ufficializzata oggi, del suo successore, individuata da Papa Francesco nella figura di don Francesco Massara, parroco proveniente dalla diocesi calabrese di Mileto-Nicotera-Tropea. “Se siamo qui è perché apparteniamo a un terreno non impermeabile ma che permette al grano di penetrare – ha sottolineato l’arcivescovo uscente rifacendosi al brano dell’evangelista Matteo prima di comunicare il decreto della Santa Sede -, e quello di oggi è un momento importante per me e per la nostra diocesi, terreno fertile per il nuovo Pastore che verrà: non dimentichiamo mai che il Signore è un seminatore stravagante, senza misura e che ci chiede di essere sempre terra accogliente capace di produrre frutto”. Ricordando alcuni aneddoti del suo episcopato e le figure dei santi di cui si fa memoria in questa data “nel contesto della tradizione che rende questa nostra Chiesa meravigliosa”, il desiderio di mons. Brugnaro, in riferimento al sisma del 2016 che ha messo letteralmente in ginocchio la zona, è stato quello di ringraziare in primis “i sacerdoti, da quelli impegnati in curia a quelli attivi nella pastorale, con particolare menzione ai vicari, a quanti hanno sopportato con me il delicato frangente del terremoto e ai numerosi religiosi defunti”.

Al tempo stesso un pensiero è stato rivolto ai più stretti collaboratori, al mondo laico e alle autorità locali “profondamente solidali, al di là del loro ruolo di pubblici amministratori”, impegnati “con sincera comunicazione umana e con uno sforzo continuo per essere vicini alle comunità locali specie, facendo intravedere il bene comune seppur nella drammaticità di questi ultimi due anni, guardando oltre le divisioni e le aridità sterili”. Assieme alla realtà universitaria, da sempre fulcro basilare dell’entroterra camerte, alla commissaria per la ricostruzione, Paola De Micheli, e “alla squadra che, dopo l’emergenza, si sta prodigando per la ricostruzione”, il presule – per cui si prevedono nuovi incarichi nella diocesi di Milano – ha voluto citare anche “coloro che, spesso nella solitudine della responsabilità, si sono prodigati nel custodire i tesori dell’arte che questo territorio custodisce e che esprimono la pienezza della fede”. Mons. Brugnaro per primo ha vissuto il terremoto “da sfollato”, per cui un affettuoso ringraziamento è andato infine alle varie famiglie che lo hanno accolto e aiutato nei mesi più difficili.