Mediterraneo

Migranti: Stalla (Sos Mediterranée), “non ci allontaneremo da imbarcazioni in difficoltà e no sbarchi in Libia”. Un diario di bordo contro le fake news

Dopo l’episodio di giugno con il blocco dei porti italiani e lo sbarco a Valencia, la nave Aquarius di Sos Mediterranée, supportata da Medici senza frontiere, è tornata in mare ieri nel Mediterraneo centrale. Con nuovi protocolli interni per adattarsi al mutato e complesso contesto. “Laddove ci venissero date istruzioni di allontanarsi da imbarcazioni in difficoltà o ritardare l’intervento, sbarcare in Libia o trasbordare i migranti su imbarcazioni della guardia costiera libica l’Aquarius non lo farà, perché è in contravvenzione con le convenzioni e i diritti delle persone soccorse. Ma opererà secondo il diritto internazionale per prestare soccorsi senza ritardi”. Lo ha ribadito oggi Nicola Stalla, coordinatore Sar (Search & rescue) di Sos Mediterranée, durante la conferenza stampa a Roma, nella sala stampa estera. La nave, 70 metri di lunghezza e circa 40 soccorritori a bordo, tra cui il personale sanitario di Medici senza frontiere, è ripartita ieri dal porto di Marsiglia da Marsiglia per recarsi verso la zona Sar (Search & rescue, ricerca e soccorso). L’Ong ha consultato esperti di diritto del mare per adeguarsi ai mutati scenari politici ed essere sicura di poter prestare soccorsi “in nome della priorità inderogabile di salvare vite umane in mare”, ha precisato Stalla, spiegando che nella zona Sar, “lo Stato costiero, dopo 12 miglia di sua competenza, non ha sovranità e non può impedire o limitare la navigazione”. Al contrario, ha affermato, “le politiche attuali minano lo spirito e la lettera delle Convenzioni internazionali che sono vincolanti per gli Stati”. Per contrastare le fake news e l’informazione fuorviante degli ultimi tempi Sos Mediterranée ha deciso di “aumentare la trasparenza nella narrazione dei fatti” tramite il sito On board Aquarius che sarà una sorta di diario di bordo che riporterà tutto ciò che avviene durante i salvataggi. “Uno strumento anche pedagogico – ha spiegato Stalla – perché mette chiunque in condizioni di documentarsi sull’operato e la posizione dell’Aquarius, evitando false ricostruzioni di ciò che avviene in mare”.