Territori

Piccoli Comuni: Castelli (Anci), “bene Del Fante su uffici postali, si inverta trend chiusura su tutti i servizi essenziali”

“L’impegno ribadito stamani dall’amministratore delegato di Poste ci rende ottimisti. Concretizza il primo effetto della legge Realacci sui piccoli Comuni, che poneva tra i suoi obiettivi il mantenimento degli uffici postali nei centri periferici”. Lo afferma il coordinatore dei piccoli Comuni dell’Anci, Massimo Castelli, commentando la dichiarazione di Matteo Del Fante, amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane, che ha assicurato in conference call con gli analisti che Poste non chiuderà alcun ufficio nei Comuni con meno di 5mila abitanti. “Ringrazio l’ad di Poste Italiane per la sua sensibilità, e spero – aggiunge il sindaco di Cerignale – si possa proseguire sulla strada del mantenimento di tutti gli altri servizi essenziali per contrastare lo spopolamento nei piccoli Comuni”.
Castelli ricorda come Anci, in tema di servizi e uffici postali, ha dato priorità all’azione per affrontare e risolvere le problematiche segnalate dalle comunità locali. Il tutto partendo dal “presupposto che il servizio postale, è un ‘presidio dello Stato’ sul territorio, ed assume un valore irrinunciabile specie nei piccoli Comuni”.
“Il fatto che un importante ente come Poste si ponga come obiettivo strategico di continuare a garantire i servizi anche nei piccoli centri – sottolinea il coordinatore Anci – può essere stimolo ad altri erogatori di servizi. Il mio augurio è che si vada verso una vera inversione di tendenza su tutti i servizi essenziali per i territori”. Secondo Castelli, lo Stato “deve tornare ad investire su tutti i servizi, dagli ospedali, ai servizi sociali, alle scuole. Nei centri periferici i servizi non devono mancare e la loro erogazione, soprattutto, non può essere legata solo al numero degli abitanti”.