Dopo l'incontro con Francesco
“È successo qualcosa di nuovo e di straordinario: sono nate relazioni e legami, le pastorali diocesane hanno dovuto fare la fatica di pensarsi e di organizzare, muovendo energie che solo gli incontri tra le persone sanno far nascere”. Lo scrive don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile, in una nota pubblicata dal Sir al termine dell’incontro tra i giovani e Papa Francesco, che si è concluso ieri a Roma. “Sentivo che tutti questi giovani pellegrini avrebbero portato e regalato a Roma qualcosa di speciale – continua il direttore dell’Ufficio Cei –. È facile veder camminare giovani delle regioni più fresche e di montagna; non è un’idea così nuova quella di farli camminare”. La novità, a suo avviso, è che “questo accadesse – davvero! – da nord a sud; che questo muovesse i passi di regioni finora ritenute impossibili e inadatte a un pellegrinaggio”. “Questa è davvero una novità che ha scaldato il cuore di pellegrini di esperienza e di moltissimi giovani che affrontavano la strada per la prima volta”. Ricordando la serata di sabato al Circo Massimo, dove il Papa ha incontrato per la prima volta i giovani giunti “Per mille strade”, don Falabretti la considera “magica”. “Credo di aver percepito una certa emozione anche nel Papa quando il suo sguardo si è perso nel fondo di quel catino dove luccicavano le luci di chi era rimasto più indietro”.
Quindi, un ringraziamento per Francesco: “Nella fatica e nel caldo di un pomeriggio del genere, è arrivato senza fretta, ha ascoltato con pazienza e attenzione, ha modificato i suoi pensieri non in base alle parole che aveva ascoltato, ma per il modo con cui erano state pronunciate le domande dei giovani. Segno di una grandissima disponibilità all’ascolto che è proprio ciò che i giovani chiedono alla Chiesa di oggi”.