Pedofilia
Conoscere il problema perché “se non si conosce il male non si può affrontarlo”, ossia sapere “in che situazioni sono le nostre comunità diocesane e quali azioni stanno mettendo in campo”. Quindi prevenire perché “prevenire l’abuso si può e si deve”. Queste le prime indicazioni di don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter onlus (associazione a difesa e tutela dell’infanzia contro la pedofilia e la pedopornografia, da 27 anni impegnata nel campo della denuncia, prevenzione e formazione). Nel commentare la Lettera al popolo di Papa Francesco sugli abusi sui minori, don Di Noto ringrazia il Pontefice per le forti sollecitazioni, parla di “una grande audacia, una forte denuncia, un monito e l’invito ad assumere atti e azioni ordinarie per tutti i battezzati e non”, e ricorda le Linee guida della Cei per l’Italia, ma anche “quelle di tanti organismi istituzionali e di associazioni, per riconoscere e prevenire gli abusi”. Parallelamente, aggiunge, “sono stati attivati già numerosi corsi di prevenzione”. Per il sacerdote è inoltre necessaria “una rete operativa” che “studi l’evoluzione del fenomeno, proponga alle parrocchie, agli istituti religiosi, alla rete delle scuole cattoliche e non una serie di corsi formativi. E ancora: “la presenza nei Consigli diocesani e parrocchiali di adolescenti che rappresentino i bambini, i minori, insieme ai giovani” e di “una pastorale ordinaria sulla tutela e difesa dei bambini, una pastorale del bambino”. Infine in ogni diocesi ci dovrebbe essere “un Ufficio pro minori” per “la promozione e la tutela dei bambini”.