Pontificato
(da Rimini) “Francesco rappresenta una novità che abbiamo il dovere di imparare, accogliendo e accettando il suo stile fino in fondo, penetrando in quegli aspetti che costituiscono un elemento di novità nell’esercizio del papato rispetto ai papi precedenti con i quali sulla sostanza è assai in continuità”. Lo ha detto l’arcivescovo emerito di Milano, il card. Angelo Scola, intervenendo stasera al convegno “Libertà e speranza”, organizzato nell’ambito del Meeting di Rimini. Il porporato ha poi citato “grandi pensatori” che “hanno ripetuto quest’affermazione: ‘lo stile è l’uomo’”. “Papa Francesco è un papa inedito – ha spiegato -. È indubbio che lo stile di Francesco è molto personale. Non dobbiamo negare che è molto sorprendente per noi”. Il card. Scola ha ricordato “una intervista in cui ho detto che ‘la sua elezione è stata come un pugno nello stomaco per noi europei, un modo di cui lo Spirito di è servito per risvegliarci’”. “Il suo ministero è fatto di gesti, di esempi molto concreti, di una cultura di popolo, che vuol dire immissione nella vita del popolo, e di insegnamento”. Infine, un pensiero alla “dolorosissima, tragica e oripilante vicenda della Pedofilia” su cui “gli ultimi tre papi stanno cercando di aiutare la Chiesa, attraverso la preghiera e il digiuno, a ritrovare, soprattutto nei suoi ministri, una via di rinascita e di rinnovamento”.