Razzismo

Mostra cinema Venezia: Rivista del Cinematografo, dedicato all’evento lo speciale di settembre “Leoni e Pantere”

Il numero di settembre della Rivista del Cinematografo è dedicato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, che si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre al Lido. A introdurre la Cover Story è la stessa copertina che titola: “Venezia 75 – Leoni e Pantere. Non solo Cronenberg e Redgrave alla carriera, alla Mostra il Black Power di Roberto Minervini”. I Leoni simbolo di Venezia e le pantere per ricordare le Black Panthers, il partito rivoluzionario in difesa delle popolazioni di colore. Lo speciale dedicato a Venezia propone infatti una riflessione sul ritorno del razzismo, in occasione della presentazione in concorso di” What You Gonna Do When The World’s On Fire”? del regista italiano. Roberto Minervini, Gianni Riotta e don Virginio Colmegna firmano tre articoli sul tema.
Minervini, nel pezzo “Chi ha paura dell’Uomo Nero”, scritto in esclusiva per la Rivista, parla della sua personale esperienza negli States e richiama l’escalation di violenza iniziata nel luglio 2016: “Per quanto mi riguarda, i ricordi di tale periodo sono legati non solo agli efferati scontri tra neri e polizia, ma anche e soprattutto alla ricomparsa in pompa magna di un sentimento popolare che pareva essersi estinto: la ‘paura dell’Uomo Nero’”. Riotta propone un duro spaccato degli ultimi anni di vita del Ku Klux Klan che con la crisi economica del 2008 ha ripreso vigore, ha scoperto il web e i social media e si mobilita via siti, blog, chat e fake news contro i nemici. “Il Klan che avevo visto sgominato in campagna risorge online con la sua crudele propaganda”. Don Virginio Colmegna, presidente della fondazione Casa della Carità, riflette sul concetto di razzismo, indissolubilmente legato a quello di discriminazione e alla povertà. “La maggior parte delle persone che prova sentimenti di inimicizia e rancore verso uno straniero lo fa perché si sente minacciata dalla sua povertà. In tempo di crisi […] chi arriva da lontano viene percepito come colui che ambisce a quelle stesse risorse che si pensa spettino prima a noi”.