Ai giornalisti
“Marie Collins è un po’ fissata sull’idea… – io stimo tanto Marie Collins, alle volte la chiamiamo in Vaticano perché tenga conferenze –, lei è rimasta fissata sull’idea di quello scritto ‘Come una madre amorevole’, nel quale si diceva che per giudicare i vescovi sarebbe bene fare un tribunale speciale. Poi si è visto che questo non era praticabile e non era neanche conveniente per le diverse culture dei vescovi che devono essere giudicati. Si prende la raccomandazione di ‘Madre amorevole’ e si fa la giuria per ogni vescovo, ma non è la stessa. Questo vescovo va giudicato e il Papa fa una giuria che sia più capace di prendere quel caso. E’ una cosa che funziona meglio, anche perché, per un gruppo di vescovi, lasciare la diocesi per questo non è possibile. Così i tribunali, le giurie cambiano. E così abbiamo fatto fino adesso”. Lo ha detto Papa Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno da Dublino. “Sono stati giudicati parecchi vescovi: l’ultimo è quello di Guam, l’arcivescovo di Guam, che è ricorso in appello e io ho deciso – perché era un caso molto, molto complesso – di usare un diritto che ho io, di prendere su di me l’appello e non mandarlo al tribunale d’appello che fa il suo lavoro con tutti i preti, ma l’ho preso su di me. Ho fatto una commissione di canonisti che mi aiuti e mi hanno detto che, in breve, un mese al massimo, sarà fatta la ‘raccomandazione’ perché io faccia il giudizio. E’ un caso complicato, da una parte, ma non difficile, perché le evidenze sono chiarissime; dal lato delle evidenze, sono chiare. Ma non posso pre-giudicare. Aspetto il rapporto e poi giudicherò. Dico che le evidenze sono chiare perché sono quelle che hanno portato il primo tribunale alla condanna. Questo è stato l’ultimo caso. Adesso ce n’è un altro in corso, vediamo come finirà”.