Spiritualità
È stata celebrata questa mattina al santuario di Lourdes la messa con cui si è concluso il 100° pellegrinaggio diocesano organizzato da Ospitalità Tridentina, che ha visto la partecipazione di 250 fedeli trentini. L’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, ha centrato l’omelia sul tema della memoria, partendo da chi, soprattutto gli anziani, ne vive l’inesorabile declino, arrivando a non riconoscere più le persone amate. “L’uomo non può vivere senza memoria, perde la coscienza di sé e la gioia di vivere”, ha affermato l’arcivescovo. “Se un popolo – ha aggiunto – perde la memoria (ed è quanto, ha fatto intendere Tisi, sta avvenendo oggi) è un popolo finito, perché non è più capace di dire quel ‘grazie’ che riconosce la presenza di una vita fuori di sé”. Secondo il presule, “siamo abituati a consumare presente, a non avere nessuno alle spalle e nessuno davanti, e tenere come punto di riferimento solo noi stessi”.
Nel corso della liturgia sono state ricordate, come da tradizione al santuario mariano francese, le coppie di sposi – una ventina tra i pellegrini – che festeggiano significativi anniversari di matrimonio. Il vescovo ha donato loro un cero, oltre al “grazie” per la testimonianza di fedeltà: “Fare memoria del vostro matrimonio – ha detto mons. Tisi rivolgendosi agli sposi – significa riconoscere anche un percorso di fatica, nella certezza però che tutto è storia amata. Sulla faglia delle ferite avete scritto il meglio di voi, perché sposarsi nel Signore è immergere la storia nella misericordia di Dio che riscatta le ferite”.
Al termine della celebrazione l’arcivescovo si è soffermato a dialogare con i fedeli, a cominciare dai giovani volontari, rispondendo alle loro domande. Un’ora di colloquio schietto e intenso, prima del pranzo finale e della partenza dei pellegrini in aereo alla volta dell’Italia. L’arrivo in Trentino è previsto nella serata di oggi.