Nona edizione

Educazione: Loppianolab, il 30 settembre si riflette “tra memoria e futuro…”

“La tenuta sociale a rischio, in un clima di paura e di scontro causato da difficoltà relazionali fra persone delle varie generazioni, di diversa appartenenza politica, culturale e religiosa, di tante nazionalità presenti nel nostro Paese, esige un ripensamento della visione stessa della persona. Di fronte ai profondi e radicali cambiamenti che la società sta attraversando è sempre più urgente porre attenzione all’ambito educativo, a partire dai più piccoli, senz’altro, ma con uno sguardo rivolto a tutte le età. Educare ed educarsi, a tutto campo; ripensare l’educazione interrogandosi sulle prassi e sulle competenze necessarie; mettersi in ascolto e in relazione, oltre gli stereotipi, gli steccati, la frammentazione sociale; dare spazio al protagonismo dei giovani”. Sono alcuni fra i temi al centro del programma di domenica 30 settembre della nona edizione di LoppianoLab, “Dal sogno all’impegno. Educazione, partecipazione, lavoro a cinquant’anni dal ‘68” (29-30 settembre). Se ne parlerà in particolare con Eraldo Affinati, insegnante e scrittore, Emma Ciccarelli, vice presidente del Forum associazioni familiari, il pedagogista Michele De Beni e lo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo (Auditorium di Loppiano, ore 9.30) nella prima parte della sessione il cui titolo è: “Dal sogno all’impegno: parliamo di educazione 4.0. Tra memoria e futuro… una questione di senso”. Numerosi gli esperti, di vari ambiti e discipline che daranno il loro contributo su questi argomenti in un dialogo col pubblico, chiamato ad interagire nei diversi laboratori tematici previsti nell’arco dei due giorni: “Cercatori di senso”, “Educarsi alla convivenza”, “Narrare i giovani”, “Emozionando”, “Filosofiamo”, “We care education”, “Alternanza scuola-lavoro”. Un’occasione di confronto su un’ampia gamma di tematiche inerenti le nuove generazioni, che interpellano la famiglia, le agenzie culturali ed educative, il mondo dell’informazione, della politica, dell’associazionismo.
“Non c’è ambito della vita in cui la questione possa essere ignorata – spiega Giulio Meazzini, giornalista di Città Nuova, curatore della sessione – perché le trasformazioni sociali determinano continui aggiustamenti delle modalità di rapporto tra le persone. A cominciare dalla comunicazione intergenerazionale: i giovani affermano la loro autosufficienza attraverso abilità e comprensioni del web che diventano escludenti, mentre gli adulti sperimentano nuove fragilità che li portano a ripiegare in una sorta di individualismo autoreferenziale, incapaci di offrire la loro esperienza dentro un ragionamento sul senso e sulla responsabilità della vita”.