Giornalisti

Germania: Francoforte, ieri sera la consegna del 16° premio per i media cattolici

“Il premio cattolico per i media ricorda quanto i giornalisti, che abbiano capacità critica, sappiano informare e siano orientati ai valori, sono importanti per la collettività e anche per la Chiesa. I contributi premiati rendono onore alla loro professione. E i vincitori sono una vittoria per tutti noi”. Così ieri sera a Francoforte il presidente dell’Associazione dei pubblicisti cattolici Joachim Frank alla consegna del 16° premio per i media cattolici che quest’anno è andato a Johannes Böhme per “Bambini difficili” (categoria stampa) e Feras Fayyad e Gudrun Hanke-El Ghomri con “gli ultimi uomini di Aleppo” (categoria media digitali) e a Katja Grundmann e Anna Sprockhoff, premio speciale della Giuria, per il loro progetto “Crescere come bambino rifugiato. Un anno dopo”. “Le molte informazioni dei social media non verificate, trovate a caso e di fonte incerta rendono il giornalismo ancora più indispensabile di prima. Per questo, i media di qualità sono necessari e persino insostituibili come cemento della nostra società, specialmente in tempi agitati”, ha detto il vescovo Gebhard Fürst (Rottenburg-Stuttgart), presidente della commissione pubblicistica della Conferenza episcopale tedesca, che ha incoraggiato anche alla trasparenza cioè ad “andare agli eventi sul terreno, indagando ed esplorando anche ciò che sembra secondario o minore, scoprire il nascosto e renderlo pubblico. Vale anche, ma non esclusivamente, per i grandi scandali”, ma soprattutto per raccontare “le persone che soffrono in modo particolare o che possono o riescono a fare cose particolari”.