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Sinodo 2018: Rakotoroalahy (uditrice), liturgie e omelie “più accessibili” ai giovani

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Liturgie e omelie più “accessibili” ai giovani, per vincere il loro “scoraggiamento” e impedire che divengano preda delle sètte. A chiederlo è stata Tahiry Malala Marion Sophie Rakotoroalahy, uditrice al Sinodo e presidente nazionale degli studenti cattolici del Madagascar, durante il briefing di oggi in sala stampa vaticana. “Vogliamo costruire un futuro migliore, costruire un ponte perché tutte le generazioni possano parlare”, ha detto l’uditrice a proposito dello scopo del Sinodo e dell’importanza del dialogo tra le generazioni, da favorire anche attraverso una maggiore conoscenza del “linguaggio digitale” delle nuove generazioni. Dello “stato di salute” delle omelie, ma anche di “un cambiamento della parrocchia” si è parlato durante la terza e la quarta Congregazione generale, come ha riferito il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini. Un invito ad evitare “omelie lunghe e noiose”, oltre ad altre forme di sciatterie nelle celebrazioni liturgiche – come “canti che non siano ispirati” – è venuto anche dall’arcivescovo di Sydney, mons. Anthony Colin Fisher. Sempre durante il briefing odierno, il vescovo panamense, mons. Manuel Ochogavía Barahona, ha messo in evidenza l’importanza di “favorire un vero accompagnamento dei giovani: non possiamo lasciare i giovani nelle mani di chiunque, permettere che vengano manipolati o cadano vittime di alcune correnti di pensiero”.