41° convegno nazionale
(da Scanzano Jonico) “Oggi le logiche perverse dell’esclusione sociale mietono vittime che chiamiamo in molti modi: esuberi nell’ambito lavorativo, clandestini nel campo delle migrazioni, scarti nel settore economico…Ma una volta chinatici sul povero e prestata la prima assistenza, è necessario mettere avanti il passo ulteriore. Non basta soccorrere sul momento e ritenere esaurito il proprio impegno. La carità deve davvero potersi fare cultura”: lo scrive il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nel messaggio inviato ai 522 partecipanti al 41° Convegno nazionale delle Caritas diocesane sul tema “Carità è cultura”, che si apre oggi (fino al 28 marzo) a Scanzano Jonico (Matera). Nel messaggio, letto da mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, il presidente della Cei esprime “la riconoscenza della Chiesa italiana per il servizio tanto umile quanto prezioso che portate avanti con la vostra presenza sul territorio”. Il cardinale Bassetti cita il Samaritano della parabola evangelica, “che si specchia nell’umanità del povero malcapitato”: “il sacerdote e il levita pensano che la loro vita sia migliore escludendo il povero; lo straniero di Samaria, invece, vede nell’esistenza dell’altro una possibilità per rendere migliore la propria vita”. E “fa di tutto perché la sua buona azione abbia efficacia nel tempo e trovi continuità”. Inoltre, “dà il via a un processo in favore della vita e coinvolge la competenza di altri, allargando a cerchi concentrici la forza della carità, fino a rinnovare una comunità; fino a tessere autentiche reti di solidarietà culturale, diffusa e condivisa, per essere Chiesa capace di riscoprire la bellezza della propria missione”. La presenza della Caritas, conclude, “nasce sempre da una cultura della vita, da un’appartenenza, da un’esperienza evangelica che si lascia interrogare dalla realtà e dall’incontro con situazioni e persone; e che, proprio per questo, diventa a sua volta segno, testimonianza, pedagogia capace di reagire alla cultura della paura e della divisione”.