Migranti
La chiamano “la nave dei bambini”, perché, dei 99 naufraghi salvati ieri mattina dalla Mare Jonio, l’imbarcazione della Ong Mediterranea Saving Humans, a 70 miglia dalla costa di Misurata, in Libia, ben 22 hanno meno di 10 anni, mentre altri 8 piccoli stanno per nascere. La Mare Jonio è attualmente bloccata 13 miglia da Lampedusa: ieri sera le è stato notificato per le vie brevi – e questa mattina consegnato – il decreto del ministro dell’Interno che vieta di entrare nelle acque territoriali. A bordo, anche un medico bresciano, la ginecologa Donatella Albini, iscritta alla Fnomceo bresciana, che ha visitato i passeggeri e firmato un report sanitario denunciando una situazione drammatica. Di qui il doppio appello del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, e del presidente dell’Ordine di Brescia, Ottavio Di Stefano. Quest’ultimo sottolinea: “La nostra vita professionale, e non solo, si basa su un principio irrinunciabile, costituzionale e deontologico: dobbiamo curare chi incontriamo per un solo motivo perché ‘sta male’. E che stia male a casa, in ospedale, in ambulatorio o sotto il sole di fine agosto nel Mediterraneo dopo indicibili sofferenze, per noi è la stessa cosa”. “Molti i racconti di violenze e torture, visibili sui corpi segnati, delle gravidanze a seguito di violenza nelle carceri libiche, tutti e tutte fuggono dai paesi d’origine, segnati da violenza se non da guerra”, racconta Albini chiedendo di “sbarcare e avere cura di tutti e di tutte con strumenti e in luoghi adatti, ma soprattutto nel rispetto della dignità umana, come ci impone il nostro codice deontologico”. “Chiediamo l’intervento della magistratura – l’appello del presidente nazionale Anelli – perché disponga lo sbarco in un porto sicuro. Auspichiamo inoltre, pur in questo momento cruciale per il Paese, una presa di posizione del neo-incaricato presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che testimoni il suo impegno a far sì che situazioni che mettono a rischio la vita e la salute delle persone, e in particolare di quelle più fragili, sul territorio italiano non abbiano più a verificarsi”.