Viaggi apostolici

Papa in Giappone: al Monumento dei martiri, “libertà religiosa sia garantita a tutti, alziamo la voce contro ogni manipolazione delle religioni”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non dimentichiamo l’amore del loro sacrificio! Che non resti una gloriosa reliquia di gesta passate, ben conservata e onorata in un museo, ma sia memoria e fuoco vivo dell’anima di ogni apostolato in questa terra, capace di rinnovare e far ardere continuamente lo zelo evangelizzatore”. È l’invito del Papa, nel saluto pronunciato a Nagasaki, davanti al Monumento dei martiri. “Che la Chiesa, nel Giappone del nostro tempo, con tutte le sue difficoltà e promesse, si senta chiamata ad ascoltare ogni giorno il messaggio proclamato da San Paolo Miki dalla sua croce, e a condividere con tutti gli uomini e le donne la gioia e la bellezza del Vangelo che è Via, Verità e Vita”, l’auspicio di Francesco: “Che possiamo ogni giorno liberarci da tutto ciò che ci è di peso e ci impedisce di camminare con umiltà, libertà, parresia e carità”. “In questo luogo ci uniamo anche ai cristiani che in tante parti del mondo oggi soffrono e vivono il martirio a causa della fede”, ha proseguito il Papa: “Martiri del secolo XXI, che ci interpellano con la loro testimonianza affinché prendiamo, con coraggio, la via delle Beatitudini”. “Preghiamo per loro e con loro, e alziamo la voce perché la libertà religiosa sia garantita a tutti e in ogni angolo del pianeta”, ha concluso Francesco: “E alziamo la voce anche contro ogni manipolazione delle religioni, operata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato e dalle tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini”. Al termine dell’incontro, al Papa è stata offerta un’immagine del Beato Giuliano Nakaura che prese parte alla storica missione diplomatica a Roma e che, divenuto sacerdote gesuita, morì martire durante le persecuzioni contro i cristiani. Poi il trasferimento in auto all’arcivescovado di Nagasaki dove, al suo arrivo, è stato accolto da 14 seminaristi minori e da 15 aspiranti delle due Congregazioni Religiose fondate a Nagasaki.