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Papa in Giappone: incontro per la pace a Hiroshima, “l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è un crimine”

(Foto Vatican Media/SIR)

“L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune”. È la condanna del Papa da Hiroshima, che si associa all’appello al disarmo e alla messa al bando delle armi nucleari contenuto nel messaggio letto a Nagasaki. “L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale, così come è immorale il possesso delle armi atomiche”, ha tuonato Francesco nell’incontro per la pace al Memoriale della pace di Hiroshima. “Saremo giudicati per questo”, il monito del Papa: “Le nuove generazioni si alzeranno come giudici della nostra disfatta se abbiamo parlato di pace ma non l’abbiamo realizzata con le nostre azioni tra i popoli della terra”. Poi una serie di incalzanti interrogativi: “Come possiamo parlare di pace mentre costruiamo nuove e formidabili armi di guerra? Come possiamo parlare di pace mentre giustifichiamo determinate azioni illegittime con discorsi di discriminazione e di odio?”. “La pace non è più di un ‘suono di parole’ se non si fonda sulla verità, se non si costruisce secondo la giustizia, se non è vivificata e completata dalla carità e se non si realizza nella libertà”, ha affermato Francesco sulla scorta della Pacem in terris: “La costruzione della pace nella verità e nella giustizia significa riconoscere che molto spesso sussistono differenze, anche spiccate, nel sapere, nella virtù, nelle capacità inventive, nel possesso di beni materiali, però ciò non potrà mai giustificare l’intento di imporre agli altri i propri interessi particolari”, la tesi del Papa: “Al contrario, tutto questo può costituire un motivo di maggiore responsabilità e rispetto”. “Le comunità politiche, che legittimamente possono differire tra loro nel grado di cultura o di sviluppo economico, sono chiamate a impegnarsi a lavorare  per il bene di tutti”, l’appello.