BENEDETTO XVI E OBAMA
In memoria del santo vescovo di Filadelfia originario della Boemia” “
La stola color crema con i bordi rosso e oro, che per 18 anni in una chiesa di Filadelfia ha avvolto le spoglie di San John Nepomuceno Neumann, il primo vescovo statunitense elevato agli altari. È il dono offerto lo scorso 10 luglio dal presidente americano, Barack Obama, a Benedetto XVI, nel corso dell’udienza in Vaticano. Il Papa aveva donato al presidente Usa una copia della "Caritas in veritate", una copia della "Dignitas personae" e un mosaico di piazza San Pietro. La preziosa stola è stata rimossa nel 2007 quando il corpo del santo vescovo di Filadelfia, nato in Boemia nel 1811 e morto nella diocesi americana nel 1860, è stato sistemato in una nuova teca. Beatificato il 13 ottobre 1963, Neumann venne canonizzato da Paolo VI il 19 giugno 1977. Presentiamo alcuni stralci dell’omelia pronunciata per l’occasione da papa Montini.
Fondatore di cento scuole cattoliche e della prima parrocchia italiana. Immigrato europeo oriundo della Boemia, completati gli studi teologici a Praga, Neumann "partì, povero e solo per New York" dove l’allora vescovo, mons. Dubois, "lo ordinò sacerdote il 25 giugno del 1836", ricorda Paolo VI. Trascorsi alcuni anni nella regione delle cascate del Niagara "tutto dedicato al ministero sacerdotale per i boscaioli", entrò nell’ordine dei redentoristi ed emise i voti religiosi a Baltimora, città in cui "esercitò il ministero parrocchiale nella chiesa di Sant’Alfonso, quale primo parroco redentorista di America, sempre primo al lavoro e al sacrificio, sempre ultimo al riposo, sempre modello di regolare osservanza religiosa". Nel 1852, prosegue Paolo VI, venne nominato "alla sede vescovile di Filadelfia" dove "le nuove responsabilità raddoppiarono il suo zelo pastorale. Superando difficoltà d’ogni genere riuscì a fondare circa cento scuole cattoliche, instancabile nelle visite pastorali, a contatto col popolo povero e laborioso. Fondò a Filadelfia la prima parrocchia italiana, dedicata alla Santa fiorentina Maria Maddalena de’ Pazzi, ed avviò la costruzione della monumentale chiesa cattedrale". Autore di varie opere, tra cui un celebre catechismo molte volte ripubblicato, mori stroncato da un improvviso malore per strada il 5 gennaio 1860.
Nuovi valori e nuove speranze. "Qual è il significato di questo evento straordinario, di questa canonizzazione? È la celebrazione della santità" ossia della "perfezione umana, dell’amore umano innalzato al suo massimo livello in Cristo, in Dio" osserva Paolo VI. "All’epoca di John Neuman prosegue l’America rappresentava nuovi valori e nuove speranze. Il vescovo Neuman li considerò in relazione al possesso ultimo e supremo cui l’umanità è destinata". "Lo zelo pastorale di John Neumann si è manifestato" attraverso "il servizio fedele e perseverante" con cui "ha portato a compimento il suo atto iniziale di dedizione missionaria. Egli ha aiutato i bambini a soddisfare il loro bisogno della verità, della dottrina cristiana e dell’insegnamento di Gesù nelle loro vite". Paolo VI ne sottolinea la promozione, "con instancabile energia", del sistema scolastico cattolico negli Usa, tanto da far dire al card. Cicognani, allora delegato apostolico a Washington: "Voi americani possedete due grandi tesori: la scuola cattolica e la Confraternita della dottrina cristiana".
I deboli, i poveri e i peccatori. "Egli amò profondamente il sacramento della riconciliazione sono ancore parole di Paolo VI quale degno figlio di Sant’Alfonso portò il perdono e il potere risanatore del Redentore nelle vite di innumerevoli figli e figlie della Chiesa". Papa Montini rievoca l’amore speciale di Neumann verso i deboli, i poveri e i peccatori, "ed oggi aggiunge è l’onore di tutti i migranti". Ponendo sempre il "sacrificio eucaristico al centro della propria vita", non si tirò mai indietro di fronte a fatiche e sacrifici. "Nel suo sacrificio, il suo servizio trovò completamento. Egli condusse la sua gente lungo i sentieri della santità. Fu davvero un efficace testimone, per la sua generazione, dell’amore per Dio e per la sua Chiesa nel mondo".
Un’anticipazione profetica. "Molti uomini e donne fanno del progetto di Dio il programma della propria vita", osserva ancora il Pontefice. Di qui l’auspicio che "i preti, i religiosi e i laici cattolici d’America, seguendo il Vangelo vivano in linea con questo progetto di sacrificio e servizio. San John Neumann è al riguardo un vero esempio per tutti noi". "Vero umanesimo nel cristianesimo", auspica Paolo VI, perché "il cristianesimo è sensibile alla sofferenza, all’oppressione e al dolore degli altri, alla povertà, ai bisogni dell’uomo, il primo dei quali è la verità". "Oggi la nostra cerimonia è davvero la celebrazione della santità. Al tempo stesso, è anticipazione profetica per la Chiesa, per gli Stati Uniti, per il mondo, di un rinnovamento nell’amore: amore per Dio e per il prossimo".