ECUMENISMO
Firmato un documento sui matrimoni tra cattolici e battisti
“Il documento firmato a Roma costituisce un passo concreto per il cammino ecumenico in Italia ed è il primo nel suo genere tra la Chiesa cattolica e la Comunità battista su questo argomento. Potrà essere di stimolo e di esempio per quel cammino ecumenico che il Santo Padre porta avanti con tanta determinazione e convinzione”. Lo ha detto, al termine della cerimonia di firma del “Documento comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia” (testo integrale: clicca qui), avvenuta martedì 30 giugno a Roma, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che ha apposto la sua sigla accanto a quella della pastora Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista italiana. “La nostra Chiesa, nel valutare i matrimoni fra una parte cattolica e una parte battezzata acattolica, ha progressivamente spostato l’accento dal timore della contaminazione e del rischio per la fede del cattolico – ha proseguito il caridnale – alla sottolineatura di quanto unisce i credenti in Cristo, senza ovviamente sottacere o sminuire le differenze dottrinali e disciplinari, che pure esistono. Oggi siamo più consapevoli che i matrimoni misti, in quanto unioni nel Signore fra due credenti, costituiscono un’occasione quanto mai significativa per ribadire l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio, cellula base della convivenza sociale e strumento incomparabile di evangelizzazione”.
Senza ignorare le differenze. Nel suo discorso prima della firma del documento il card. Bagnasco ha detto tra l’altro: “È chiaro che le differenze confessionali possono dare adito a conflitti e tensioni nella coppia, soprattutto riguardo all’educazione dei figli e alla loro formazione religiosa, come pure nei rapporti con le famiglie e le comunità di provenienza. La sfida a cui vuole rispondere questo Documento – direi la ragione profonda che lo giustifica – è proprio quella di trasformare tali potenziali ragioni di contrasto in occasioni feconde di crescita nella fede personale e di testimonianza di comune adesione e sequela dell’unico Signore”. Il cardinale ha poi aggiunto: “Ciò – lo ribadisco – non stemperando la dottrina cattolica o quella battista né ignorando le differenze che di fatto esistono, ma imparando ad apprezzare ciò che ci unisce e a conoscere meglio le peculiarità confessionali”.
Punti di unione e divergenze. Il documento di indirizzo pastorale per i matrimoni tra cattolici e battisti, è stato elaborato sulla falsariga dell’analogo “Testo comune” sottoscritto nel 1997 dalla Cei e dalla Tavola valdese per i matrimoni fra cattolici e valdesi-metodisti. Dopo un’introduzione su ciò che i cristiani possono dire insieme sul matrimonio dal punto di vista teologico, malgrado le differenze e divergenze confessionali tuttora presenti, il testo passa in esame i più significativi punti teologici di divergenza nel modo di intendere il matrimonio, la loro incidenza sulla comunione coniugale, il loro riflesso sulla disciplina dei matrimoni interconfessionali, circa la celebrazione nuziale e così via. Si fa cenno, ad esempio, al tema dell'”indissolubilità”, diversamente concepito da parte cattolica (non si ammette il divorzio) e battista (che invece lo ammette). Come pure al tema della “procreazione” dove i cattolici non ammettono “l’esclusione della prole”, pena la nullità del sacramento. Il testo parla di “effetti pratici derivanti dalle divergenze dottrinali e disciplinari”, sottolineando gli sforzi di entrambe le Chiese per avvicinare le rispettive forme di celebrazione.
Occasione di arricchimento reciproco. Commentando il testo, la pastora Anna Maffei ha detto: “È uno strumento utilissimo nella pastorale per le coppie interconfessionali, specie nei luoghi dove non sempre l’altra Chiesa è conosciuta, soprattutto nell’ambito della celebrazione delle nozze e dei diritti e doveri dei coniugi”. In realtà, ha aggiunto, “quando queste coppie interconfessionali funzionano, possono anche essere trainanti nei confronti del movimento ecumenico in quel particolare territorio. In questo senso noi battisti, che pure siamo una piccola minoranza in Italia, ci auguriamo che possa servire, io anzi sono certa che servirà”. Oggi, ha poi aggiunto, “è un giorno da ricordare e da segnare sul calendario storico delle nostre Chiese perché ancora un piccolo passo verso la conoscenza, la comprensione reciproca e il servizio comune al mondo è stato compiuto fra i cristiani in Italia”.
“Ci si vuole sposare mettendo in comune la vita, le speranze e i progetti, ma ci si imbatte nella realtà di separazione delle proprie rispettive appartenenze ecclesiali”, ha aggiunto, domandandosi: “Quante volte le divisioni storiche fra le Chiese cristiane hanno ostacolato la comunione all’interno delle coppie e scoraggiato la loro fede?”. Ha quindi concluso dicendo: “Oggi con questo documento, il primo nel mondo di questo genere, documento di cui anche l’Alleanza mondiale battista e la Federazione battista europea sono state informate, noi offriamo alle nostre rispettive comunità e ai nostri pastori una guida pratica perché la differenza confessionale che c’è e resta fra i futuri coniugi, non sia vissuta come un ostacolo ma come un arricchimento”.