CARITAS
Le conclusioni del 33° congresso nazionale
Un auspicio in vista del G8 affinché “l’ispirazione di Benedetto XVI agisca da pro-memoria per i leader mondiali, perché i poveri non possono essere esclusi dai piani per rinnovare l’economia mondiale”. Lo ha formulato a Torino il card. Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente di Caritas internationalis, nel suo intervento a chiusura del 33° convegno nazionale delle Caritas diocesane. Oltre 600 partecipanti in rappresentanza di 193 (su un totale di 220) Caritas diocesane e delle Caritas nazionali di Grecia, Turchia, Moldavia, Bulgaria, Polonia, Francia, Slovenia e Romania, si sono confrontati dal 22 al 25 giugno sul tema “Non conformatevi a questo mondo. Per un discernimento comunitario”. A conclusione dell’incontro i convegnisti hanno anche inviato tre lettere: a Benedetto XVI, al card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e al segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata. “Ci sentiamo sollecitati – hanno scritto al Papa – a rafforzare l’impegno di promozione della testimonianza comunitaria della carità cristiana”, ricordando che il percorso di quest’anno su “scegliere di animare alla carità attraverso il discernimento”, “deve molto alla ricchezza del suo magistero, che presto ci farà dono di una nuova Lettera Enciclica, e al cammino unitario della Chiesa in Italia”.
Appello ai leader del G8. Secondo il card. Maradiaga, l’annunciato incontro tra il Papa e il presidente degli Stati Uniti Obama sarà “un dialogo molto interessante, e il dialogo, si sa, è sempre una strada per la pace”. “Mi ha fatto molto piacere sapere che, dopo il G8, il presidente Obama vuole incontrare Benedetto XVI – ha detto al SIR -. Il Papa è sempre aperto a ricevere tutti e questo dialogo sarà molto utile. È vero che ci sono dei contrasti con gli Usa ma ci sono anche dei punti di convergenza, specialmente sui temi della giustizia e della pace”. “I leader del mondo – ha continuato il card. Maradiaga nel suo intervento – devono resistere alle pressioni interne e dimostrare una vera leadership per convincere gli elettori che aiutare i poveri non è una opzione da fare solamente in tempi di prosperità, ma una responsabilità morale permanente”.
Agire contro i cambiamenti climatici. “È un obbligo morale agire con urgenza per far fronte al cambiamento climatico specialmente per sostenere i più vulnerabili”. È l’altro appello lanciato al convegno dal card. Maradiaga. “Non si può perdere tempo – ha detto -. Nel vertice della Nazioni Unite a Copenaghen nel prossimo mese di dicembre è necessario un accordo radicale ed effettivo basato sulla giustizia climatica e sul principio che chi inquina deve pagare”. A suo avviso, “quelli che hanno creato il problema, devono risolverlo. Le nazioni economicamente sviluppate hanno un obbligo morale di contribuire a risolvere il problema del cambiamento climatico dovuto al consumo sproporzionato di risorse naturali”. È inoltre “urgente che i Paesi poveri ricevano l’aiuto economico e l’assistenza tecnica di cui hanno bisogno per far fronte al cambiamento climatico e assicurare migliori condizioni di vita alla gente”.
Iran, repressione ingiusta. “La repressione in Iran è una ingiustizia su cui il mondo non può tacere, anche se ci sono in gioco grossi interessi, come il petrolio”: è la denuncia del card. Maradiaga, parlando ai giornalisti a Torino. “Ho tanto dolore nel vedere quanto sangue viene versato inutilmente – ha detto -. C’è gente che muore in cerca della libertà. La repressione può forse fermare la protesta per un po’ di tempo. Ma quando il popolo è privato della libertà, che è il bene più grande per un essere umano, prima o poi le situazioni esplodono di nuovo”.
No a menzogna ed egoismi. “C’è bisogno di uomini e donne capaci di coniugare carità e verità, pronti a non cedere ai compromessi morali, decisi nel rifiutare la menzogna e il vantaggio egoistico”: lo ha affermato il direttore di Caritas italiana, mons. Vittorio Nozza, parlando delle prospettive di lavoro pastorale a chiusura del convegno. C’è bisogno – ha sottolineato – di uomini e donne impegnati a “difendere ogni vita, in ogni fase, contro la violenza dell’aborto e la disumanità dell’eutanasia, contro l’abbandono, la dimenticanza e la trascuranza della dignità di tanti volti e storie di povertà; come contro la barbarie del terrorismo e della guerra”, così come “contro ogni fenomeno di rigetto dell’altro e dello straniero”. L’aggravarsi della crisi in Italia, con la conseguente perdita di posti di lavoro e impoverimento della popolazione, preoccupa molto la Caritas italiana, che a livello diocesano non ce la fa a fronteggiare economicamente le numerose richieste. A metà anno già molti centri d’ascolto diocesani hanno esaurito i fondi. “Non possiamo svolgere solo noi un ruolo di delega, riempiendo i portamonete ogni volta – ha affermato ai giornalisti mons. Nozza -. C’è urgente bisogno di scelte politiche serie, che contribuiscano a rafforzare di nuovo il tessuto sociale”.
L’accento sulla formazione. Preghiera, lectio divina, eucarestia, riflessione impegnata sui valori, percorsi formativi sui temi della carità e solidarietà: sono queste, per mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas italiana, le priorità nel lavoro formativo delle équipe diocesane e regionali Caritas, e rispettive Consulte. Nelle conclusioni mons. Merisi si è soffermato sulla vita e sul lavoro delle Caritas diocesane “nella necessaria sintonia con gli organismi delle Chiese locali”. Ha poi invitato ad avere attenzione al tema del volontariato, “da formare ed accompagnare, specialmente a livello giovanile”, e alla “centralità della parrocchia”, con “la presenza in ogni comunità di animatori e responsabili Caritas”.