marcia della pace

Il risveglio della coscienza

Il rapporto uomo-ambiente nella riflessione di domani a L’Aquila

"Punto centrale dell’appuntamento di fine anno e di inizio anno è ricordare il rapporto stretto fra il tema della pace e il tema del bene dell’ambiente". È quanto sottolinea mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi, alla vigilia del convegno di Avezzano "Giustizia e custodia del creato. La pace con-viene – Cammini di giustizia e di pace per ricostruire un popolo e il suo ambiente" e della Marcia per la pace 2009 che si terrà domani sera, 31 dicembre, a L’Aquila per iniziativa di Cei, Pax Christi e Caritas italiana. I partecipanti sosteranno in silenzio, in ascolto e in preghiera nei luoghi colpiti dal sisma del 6 aprile e che riassumono l’esperienza di sofferenza e di speranza della gente: piazza Duomo, via XX settembre e piazza d’Armi. Iniziative analoghe sono previste in molte altre diocesi.

Le evidenze etiche. Al di là della difficoltà degli scienziati di mettersi d’accordo su quali siano le problematiche connesse all’ambiente, al di là delle responsabilità della politica, al di là del vistoso scarto fra le dichiarazioni e la concreta realizzazione politica come si è visto a Copenaghen, "Pax Christi e la Chiesa italiana – prosegue il vescovo – si muovono nella linea di richiamare l’importanza delle evidenze etiche in questo ambito". Si tratta di aspetti che fanno riferimento alla ricerca del bene comune, che riguarda tutte le nazioni e tutti gli uomini, e di interrogativi di fondo che devono essere sollevati sulle modalità con cui avviene lo sviluppo, con cui l’industria si è realizzata negli anni passati e con cui tutt’oggi opera dimenticando il rapporto con l’ambiente. "Un interrogativo etico viene sollevato sull’utilizzo dei beni perché sempre di più ci si accorge che i beni della terra vengono sfruttati in maniera ineguale nelle diverse parti del pianeta ma anche in maniera tale da attuare uno stile di vita che è di consumismo che non consente lo sviluppo delle persone, anzi non consente di nutrire i popoli della terra", dichiara mons. Giudici.
"Dalla storia dell’umanità riceviamo stimoli e talvolta anche illuminazioni. Penso alle correnti presenti nel mondo contemporaneo che hanno sottolineato il tema dell’ambiente; penso al patriarca ortodosso di Costantinopoli che da anni segue la linea di ricerca teologica sul tema dell’ambiente – continua il vescovo –. Quel che aggiunge la nostra tradizione è centrare l’oggetto, il rapporto fra uomo e ambiente, intorno a ciò che il Papa chiama ecologia umana, cioè la capacità della comunità cristiana di centrare il problema".

Tre insegnamenti. Il vescovo di Pavia sottolinea così che, fino a che l’uomo non si libera di atteggiamenti egoistici di chiusura su se stesso e, in particolare, della ricerca eccessiva della propria individualità, non sarà possibile porre seriamente il problema del rapporto con il creato. Il presidente di Pax Christi ne trae un triplice insegnamento: "Innanzitutto, l’insegnamento teologico, e cioè vincere questo male presente nel cuore dell’uomo, poi l’insegnamento spirituale, cioè bisogna cambiare stili di vita; infine, l’insegnamento etico: occorre che ciascuno di noi, soprattutto nei Paesi democratici, scelga quelle forze politiche che hanno attenzione al tema dell’ambiente".
"Nei confronti della società italiana, insieme con tutta la Chiesa italiana (saranno presenti a L’Aquila anche la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio e diverse associazioni), vogliamo dichiarare l’importanza di raggiungere una sempre maggiore consapevolezza della necessità di un uso attento e responsabile dei beni del creato", sostiene mons. Giudici. "All’interno di Pax Christi continuiamo ad essere fautori di una presenza nella comunità cristiana di queste sensibilità vissute nel nome dell’obbedienza al Vangelo e nel nome della fede in Cristo".

I futuri impegni di Pax Christi. Il vescovo guarda anche ai prossimi impegni: "È in preparazione a Roma un convegno patrocinato dalla Commissione per i problemi sociali della Cei e sostenuto da Pax Christi, in cui ci porremo il problema del commercio e della vendita delle armi, che è uno degli aspetti più pericolosi per la costruzione della pace, afferma mons. Giudici. Il messaggio del Santo Padre richiama la necessità che ci sia attenzione al fatto che le armi "continuano a essere un aspetto dell’economia italiana su cui dobbiamo riflettere con molta attenzione perché sono ragione di sofferenza per tanta parte dell’umanità". In particolare, prosegue mons. Giudici, "sottolineo del messaggio papale per la Giornata della pace la necessità di una visione planetaria della presenza e della centralità dell’uomo e della sua coscienza. È necessaria la sottolineatura delle diseguaglianze strutturali che vengono poste in luce dal Papa fra Paesi e aree del mondo e la capacità di discernere come muoversi nel presente, di progettare un’attenzione culturale, politica e anche religiosa al binomio espresso dalla Genesi: Dio dà all’uomo il mondo da custodire e da coltivare".