IL CARD. BAGNASCO A MESSINA
Il presidente della Cei a Scaletta Zanclea e a Giampilieri: questa sera la messa
Un clima particolare si è vissuto stamattina sia a Scaletta Zanclea sia a Giampilieri, zone del messinese colpite dall’alluvione del 1° ottobre scorso. Oggi, infatti, è giunto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, per portare a quelle popolazioni colpite la vicinanza della Chiesa italiana. "Il clima spiega al SIR mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei era di attesa per questa visita che sicuramente costituisce un modo per rimettere al centro dell’attenzione della pubblica opinione l’alluvione del 1° ottobre, che ha causato tanti lutti tra la popolazione e numerosi sfollati. Il cardinale è stato circondato affettuosamente da tante persone richiamate dalla sua presenza". Un primo momento si è svolto nella chiesa di Scaletta Zanclea, che in occasione dell’alluvione si era riempita di fango quasi fino all’altezza del tabernacolo. "In chiesa ha ricordato mons. Pompili c’è stato un bel momento quando un bambino ha letto davanti al card. Bagnasco una sorta di lettera al Bambino Gesù in cui chiedeva di tornare alla vita normale". Il porporato, nelle sue dichiarazioni a caldo, ha auspicato che "questo desiderio si possa realizzare facendosi forza gli uni con gli altri", richiamando l’elemento della "convergenza" e della "solidarietà" per "trovare la maniera di sollevare la gente da questa difficile situazione".
Il card. Bagnasco si è recato, quindi, a Giampilieri, il luogo dove si è scatenata la furia di acqua e fango. In particolare, il porporato si è spinto fino ai luoghi dove c’è stato il crollo di una palazzina ed è entrato in una casa dove si sono salvate due persone miracolosamente, aggrappandosi a una finestra. "Anche qui racconta mons. Pompili si è respirato un clima di grande cordialità. Il momento più alto è stato, poi, nella chiesa di Giampilieri, dove il cardinale ha invitato i presenti a guardare in alto, nonostante la tragedia che è stata vissuta". Due sono stati, per il direttore dell’Ufficio Cei, i messaggi che si possono trarre dalla mattinata a Scaletta Zanclea e a Giampilieri: "Il primo è quello di una grande vicinanza della Chiesa, che conferma di stare vicino alla gente, attraverso i suoi parroci e tutte le sue realtà; il secondo è un invito a rinsaldare le fila per dare seguito alla ricostruzione nel più breve tempo possibile". A quasi tre mesi di distanza, infatti, "sono rimaste le ferite anche se rispetto a quei giorni tragici, la situazione è cambiata. Restano, comunque, ancora tante cose da fare e soprattutto la gente attende di poter tornare in casa, quando ci saranno tutte le garanzie necessarie. A Giampilieri c’è questa montagna che non è stata ancora messa in sicurezza e quando piove ritorneranno sicuramente fantasmi e paure", sottolinea mons. Pompili.
Questa sera il card. Bagnasco presiederà la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Messina, in occasione della conclusione del centenario del terremoto che ha colpito Messina nel 1908, causando la distruzione totale della città e provocando 80 mila morti. "Così il cardinale aggiunge il direttore dell’Ufficio Cei – concluderà la sua visita con questo ricordo che è un modo per commemorare quelle tragiche morti, ma anche per richiamare l’attenzione sul dramma più recente dell’alluvione, non meno doloroso, se non nella quantità, certamente nell’intensità". Nell’invito del card. Bagnasco "a stringerci gli uni con gli altri perché solo insieme si riesce a superare questa fase di emergenza" "detto in modo non polemico ma costruttivo", chiarisce mons. Pompili il segno di speranza con cui guardare al futuro.