DIO OGGI
Uno dei grandi temi che da sempre affascinano e interrogano l’uomo
È in corso a Roma l’evento internazionale “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto”. L’iniziativa è stata apprezzata dallo stesso Benedetto XVI, attraverso una lettera al card. Angelo Bagnasco.
“La rilevanza insuperabile della questione di Dio – ha ricordato il presidente della Cei nell’intervento introduttivo – viene positivamente riconosciuta quando l’uomo, superata la presunzione della ragione prometeica e l’abdicazione del pensiero debole si fa di nuovo – con umile fierezza – cercatore di verità”.
In questi giorni viene, quindi, affrontato uno dei grandi temi che da sempre affascinano ed interrogano lo spirito umano: “La questione di Dio, che è centrale anche per la nostra epoca, nella quale spesso – ha scritto il Papa – si tende a ridurre l’uomo ad una sola dimensione, quella orizzontale, ritenendo irrilevante per la sua vita l’apertura al Trascendente”. Eppure, non vi è progresso autentico e pieno umanesimo se non si è aperti verso l’Assoluto.
La relazione con Dio, davvero, è essenziale per il cammino dell’umanità e la Chiesa e ogni cristiano hanno proprio il compito: quello di rendere Dio presente in questo mondo e quello di cercare di aprire agli uomini l’accesso a Dio.
Ponendosi in questa prospettiva il card. Camillo Ruini ha evidenziato le difficoltà moderne nel cammino razionale verso Dio, prendendo in considerazione i più importanti pensatori che si sono occupati del tema “Dio”, da Agostino a Kant, dai “maestri del sospetto” (Feuerbach, Marx, Nietzsche, Freud), fino a filosofi e pensatori più recenti. Ha rilevato quali siano oggi le difficoltà nel conoscere e nel mostrare Dio: lo scientismo epistemologico e il naturalismo, che vorrebbero dichiarare Dio inesistente. Questi fenomeni escludono il sapere metafisico, cioè quella conoscenza capace di elevarsi al di sopra del mero dato sensibile e sperimentale, per indicare l’esistenza di altre realtà ugualmente vere come Dio e l’anima. Insomma, non si può ritenere che l’unica conoscenza possibile sia quella scientifica. Essa risulta inadeguata anche per comprendere in profondità l’uomo, che non è solo materia o biologia. Il card. Ruini ha poi offerto un singolare cammino di approccio al mistero di Dio, attraverso i tre trascendentali dell’essere, del vero e del bene. Un percorso che parte dalla realtà di se stessi e del mondo per giungere a Dio, che è inseparabilmente l’essere, il vero e il bene originario.
Il filosofo tedesco Robert Spaemann si è detto convinto che, mediante la ragione, possiamo incamminarci verso Dio. Non occorre andare troppo lontani, perché l’uomo è la prima traccia di Dio. “La creazione, poi, non è un evento nel quale noi c’imbatteremo un giorno studiando la storia del cosmo”; al contrario, è già relazione con Dio. “O Dio c’è – ha affermato Spaemann – oppure l’autocomprensione dell’uomo in quanto essere di ragione, vale a dire in quanto persona, è un’illusione”. Occorre superare la visione scientifica del mondo, quella che considera il mondo e lo stesso uomo come privi di un fondamento. “La fede in Dio è la fede in un fondamento del mondo”. Perciò, “colui che crede in Dio” crede “in una fondamentale razionalità della realtà”, crede “che il bene sia più fondamentale del male” e che “la potenza assoluta e il bene assoluto abbiano lo stesso riferimento: la santità di Dio”. Il discorso su Dio è da rifare anche in certa predicazione, dove si parla soltanto del Dio buono, dimenticando che “Egli è la Potenza che guida la nostra esistenza e il mondo. Soltanto tale Potenza, infatti, può salvarci dalla morte”.
Fin dalle prime relazioni, è emersa l’ampiezza di approccio all’importante tematica della questione di Dio; nello stesso tempo, il convegno apre ad una più profonda riflessione sul posto che occupa Dio nella cultura e nella vita del nostro tempo. Così, mentre, la teologia e la filosofia mostrano il volto di quel Dio, che si è rivelato in modo definitivo in Gesù Cristo, oggi, l’azione della Chiesa vuole mettere in luce l’importanza essenziale che Dio ha per noi, per la nostra vita personale e sociale, per la comprensione di noi stessi e del mondo, per la speranza che illumina il nostro cammino, per la salvezza che ci attende oltre la morte.
È un compito urgente, ribadito dal Papa: “In una situazione culturale e spirituale come quella che stiamo vivendo, dove cresce la tendenza a relegare Dio nella sfera privata, a considerarlo come irrilevante e superfluo, o a rifiutarlo esplicitamente, auspico di cuore che questo evento possa contribuire almeno a diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l’uomo del nostro tempo l’apertura verso Dio, sebbene Egli non cessi mai di bussare alla nostra porta. Le esperienze del passato, anche non lontano da noi, insegnano che quando Dio sparisce dall’orizzonte dell’uomo, l’umanità perde l’orientamento e rischia di compiere passi verso la distruzione di se stessa”.
SIR