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Esistere è comunicare

Presentato il restyling del sito Chiesacattolica.it

Il sito della Conferenza episcopale italiana www.chiesacattolica.it si rifà il look, per essere sempre più “à la page” con le nuove tecnologie. Il “restyling” – in termini di usabilità, immediatezza, maggiore semplicità di accesso e facilità nel reperimento delle informazioni” – andrà in rete l’8 dicembre ed è stato presentato alla stampa il 3 dicembre a Roma. “È questa un’occasione – ha detto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei – per esprimere l’attenzione e l’interesse che da parte della Chiesa è costante nei confronti del mondo della comunicazione”. C’è – ha aggiunto – “un nesso profondo tra Chiesa e comunicazione” perché “è nella natura stessa della Chiesa annunciare il Vangelo. La comunicazione è nel dna della Chiesa. Se la Chiesa non comunica, non esiste. Per la Chiesa, esistere è comunicare”.

Il “nuovo” sito. A presentare nei dettagli e nelle novità il sito, è stato mons. Domenico Pompili, portavoce della Cei. A 4 anni di distanza dall’ultimo “restyling” e al suo quinto rifacimento, il sito presenta alcune novità: la prima è nella nuova interfaccia grafica. C’è poi sulla homepage il riferimento alla liturgia del giorno, segno – ha detto mons. Pompili – che “la Chiesa è chiamata ad annunciare la Parola”. Nella serie delle “news”, il sito si avvarrà di una redazione web “per offrire informazioni di prima mano”. Sulla destra della “home page” c’è comunque l’angolo “Media center” dove il navigatore potrà accedere ai siti dell’agenzia Sir (con il rullo delle news quotidiane), del quotidiano Avvenire (on line da mezzogiorno), Tv 2000 e radio Inblu. Tra le novità rispetto all’ultima edizione, appaiono le pagine personali del presidente e del segretario generale della Cei, dove è possibile scaricare dichiarazioni, iniziative, omelie. Il sito permette l’accesso all’annuario dei vescovi italiani, agli uffici e ai servizi della Cei, una migliore reperibilità dei documenti e una possibilità di link con le Conferenza episcopali del mondo. Su Chiesacattolica.it ci sarà anche il vastissimo mondo delle diocesi e delle parrocchie che viaggiano sul web che ha richiesto – ha detto mons. Pompili – un lavoro di “vera e propria mappatura” che andrà sempre aggiornata. Qualche dato: sono 400 mila i navigatori che mensilmente accedono al sito della Cei per un totale di 2 milioni di pagine sfogliate. Sono infine 220 le diocesi italiane presenti su Internet (su un totale di 227 diocesi), molte delle quali hanno anche una presenza sui social net work. Le parrocchie presenti sul web sono invece 4 mila e i siti cattolici recensiti 20 mila.

No ai sacramenti on line, perché la salvezza operata da Dio tramite i sacramenti “non è virtuale ma reale”. La precisazione è di mons. Crociata, che intervenendo alla presentazione del suo nuovo sito della Cei ha parlato di new media e di utilizzo delle nuove tecnologie da parte della Chiesa e dei suoi rappresentanti. Alla domanda sulla possibilità di accedere alla confessione tramite web, mons. Crociata ha risposto: “I sacramenti hanno un carattere diretto e personale, legato alle condizioni che la Chiesa ordinariamente prevede”. La questione dei “sacramenti on line” – ha detto il segretario generale – apre, in una prospettiva più generale, al “rapporto tra virtuale e reale che andrebbe esplorato e chiarito”. Nel caso dei sacramenti, rimanda più in profondità alla questione dell'”incarnazione del Verbo” e, quindi, al “segno concreto che hanno tutti i sacramenti: il Pane, il vino, l’Acqua del battesimo, il gesto. È una immediatezza che dice il carattere incarnato e non virtuale della salvezza”. Secondo Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio informatico della Cei, “l’obiettivo del sito Internet si coniuga con il lavoro che da sempre è stato sviluppato in Cei sul fronte delle nuove tecnologie: mettersi in ascolto delle esigenze delle diocesi e delle parrocchie, per svolgere un servizio di supporto tecnico, di consulenza informatica alle Chiese locali”.

Online con cautela. Il segretario generale della Cei si è soffermato a parlare anche della presenza dei sacerdoti su Internet con siti personali che – ha detto – può arricchire l’annuncio che la Chiesa fa del Vangelo, ma occorre avere una “grandissima cautela” e soprattutto starci con “responsabilità e coscienza”. “La mia impressione è che ci sia abbastanza responsabilità e in questi termini è anche di grande utilità avere siti personali e di comunicazione che permettono di arricchire l’annuncio e quelle forme di comunicazione che in altri ambiti tendono a venire meno”. “Occorre naturalmente – ha aggiunto mons. Crociata – una grandissima cautela perché ormai Internet è diventato un universo sterminato. Ma questo fa parte della crescita di responsabilità, di coscienza e di consapevolezza di chi è presente attivamente producendo materiale o istituendo un proprio sito e da parte anche di tutti i naviganti. C’è in generale – ha concluso il vescovo – un’esigenza di educazione, formazione e crescita” che si manifesta in chi utilizza questi nuovi strumenti.