CEI: ASSEMBLEA GENERALE
La conferenza stampa di mons. Mariano Crociata ” “
"Se il dibattito pubblico si riduce a uno scambio di accuse reciproche insistite, con un continuo rimbalzo senza fine, non si fa un buon servizio al Paese, che invece ha bisogno di essere guidato e governato". Lo ha detto martedì 10 novembre ad Assisi il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, durante la conferenza stampa alla fine della mattinata di lavori della 60ª assemblea generale dei vescovi italiani. "Piuttosto che questo clima continuamente polemico ha proseguito sarebbe opportuno che si discutesse in maniera costruttiva di problemi e prospettive che riguardano la gente. E anche i mass media dovrebbero assumere questo metodo, orientando costruttivamente l’attenzione al merito dei problemi del Paese, vale a dire a tutte quelle realtà che toccano la vita del popolo". Alla domanda se i vescovi reputino che l’Italia stia vivendo un periodo di "declino", ha risposto così: "Mi sembra esagerato parlare di declino. È vero che ci sono delle difficoltà, ma dall’altra parte ci sono anche notevoli potenzialità di carattere materiale, economico, culturale e morale. Quindi non mi pare sia opportuno emettere pronunciamenti catastrofistici. Bisogna invece che tutti s’impegnino per valorizzare le potenzialità presenti nel Paese, evitando giudizi unilaterali". Nel corso della conferenza stampa è stato reso noto che mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, è il nuovo vicepresidente della Cei per l’Italia centrale, al posto di mons. Giuseppe Chiaretti, suo predecessore nella diocesi umbra, lasciata di recente per raggiunti limiti d’età.
Contro la criminalità impegno educativo. "È vero che nel Mezzogiorno si registra la presenza della criminalità organizzata, ma non bisogna considerarla una realtà insuperabile e invincibile. La prospettiva con cui la Chiesa guarda a questa realtà è quella del «grido» di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi quando evocò il giudizio di Dio sulla mafia", ha detto mons. Crociata rispondendo a una domanda dei giornalisti circa il documento Cei sul Mezzogiorno in discussione all’assemblea. "Per coloro che aderiscono a queste organizzazioni ha aggiunto non servono scomuniche, perché di fatto chi ne fa parte è già fuori dalla comunione ecclesiale, anche se si ammanta di comportamenti religiosi. Invece la presenza della criminalità organizzata impegna tutti, a partire dalle istituzioni educative come famiglia, scuola, perché si realizzi una cultura della legalità. Bisogna constatare ha poi sottolineato che si registrano reazioni positive da parte di settori della società civile, un impegno che sta crescendo e che sarebbe auspicabile divenisse corale. La crescita della coscienza civile esige un impegno formativo nei confronti soprattutto dei giovani".
Rapportarsi con la morte. Tra gli argomenti in discussione durante l’assemblea vi è il nuovo "Rito delle esequie", che una volta approvato, ha sottolineato il segretario della Cei, "dovrà passare al vaglio dei competenti organismi vaticani prima di entrare in vigore". A proposito dei funerali, ha poi voluto aggiungere che "si registra una esigenza di tipo catechistico legata alla mentalità di oggi e alla visione che si ha della morte. O c’è la sua rimozione pressoché totale, oppure si assiste, al contrario, alla sua spettacolarizzazione. Invece ha detto mons. Crociata sarebbe opportuno che le persone imparassero a rapportarsi in maniera consapevole con l’unica cosa certa della vita: la propria morte". Circa la cremazione, mons. Crociata ha esortato a sottolineare il fatto che "rimane immutato l’annuncio della risurrezione dei corpi".
Immigrazione e sicurezza. "Sul tema delle migrazioni e dell’attenzione che occorre dare a questo fenomeno, ormai molto rilevante, non c’è da parte nostra una proposta definitiva. In realtà si raccolgono segnalazioni da parte delle realtà del volontariato e dell’accoglienza che ci confermano come sia necessario procedere secondo i due concetti di fondo già enunciati: accoglienza da un lato e garanzia della sicurezza dall’altro". Così mons. Crociata ha risposto a una domanda su come la Cei guardi al fenomeno migratorio oggi e al "pacchetto integrazione". Sull’influenza e le ipotesi di decisioni particolari nelle chiese per evitare il contagio, ha poi precisato che "non ci sono state comunicazioni specifiche da parte delle autorità sanitarie e quindi non bisogna guardare al fenomeno con allarmismo. Certo, in qualche caso sarà possibile modificare il modo di prendere la comunione, cosa già possibile. La convinzione comune è comunque di evitare inutili allarmismi". Mons. Crociata ha infine risposto anche a una domanda sull’eventuale destinazione di porzioni dei cimiteri per i defunti di fede islamica: "È una questione che attiene al Parlamento ha detto e mi sembra un’esigenza legittima, considerato anche il numero rilevante di persone che seguono quella fede".