HALLOWEEN
Come spiegarlo a bambini, ragazzi e giovani?
La Chiesa cattolica il 1° novembre festeggia Tutti i Santi e il 2 commemora i Defunti, ma il 31 ottobre, da qualche anno anche in Italia, incombe la “festa di Halloween”, soprattutto tra i più giovani. A don Lorenzo Lasagni, consigliere nazionale del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), abbiamo chiesto un parere.
Cosa si nasconde dietro il fenomeno di Halloween?
“Si nasconde, sotto un paravento di operazione commerciale, la presentazione e la consumazione di un prodotto che dal punto di vista culturale opera una desertificazione della ragione e un depauperamento dei sentimenti e delle speranze che ci sono nel cuore dell’uomo. Bisogna fare, dunque, una lettura non solo sociologica ma anche religiosa dell’avvenimento, cercando dietro ogni opera dell’uomo o la ricerca del bene e della verità o la ricerca del male e della menzogna. Quindi dietro Halloween c’è anche l’ombra inquietante ma non terrorizzante del maligno, che si serve dell’uomo incapace di cogliere la verità”.
Come aiutare i più giovani a non cadere nell’inganno di Halloween?
“C’è un problema di base: dobbiamo essere cristiani convinti della gioia e della capacità di speranza della nostra fede e quindi appassionare i giovani alle ragioni del vivere”.
Ma perché Halloween ha tanto successo tra i giovani? Forse perché, in una società in cui fanno tanta paura la malattia e la morte, Halloween allontana tutto ciò?
“Certamente. Halloween è un’operazione grottesca che cerca di esorcizzare questioni fondamentali e ultime dell’uomo, della vita, il suo destino e in conseguenza anche la morte. È una banalizzazione e questo lascia intravedere come il fenomeno pseudo-culturale di Halloween abbia oltrepassato e varcato con una facilità colpevole le barriere doganali del culturame nostrano perché tutti si sono accodati a glorificare Halloween, eccetto la Chiesa, attraverso interventi di singoli vescovi”.
La diffusione del fenomeno porta i genitori ad assecondare i figli per non farli sentire emarginati…
“I genitori dovrebbero saper dire dei no; educatore è colui che sa portare l’altro alla conoscenza della realtà. I genitori dovrebbero poi avere un’informazione adeguata su Halloween attraverso una ricerca storica adeguata che vada a verificare come nel corso dei secoli il senso di Halloween si sia trasformato, partendo dalla sua origine celtica per arrivare oggi a una terribile macchina commerciale. Non è facile per un genitore dare risposte a un figlio che viene travolto da Halloween. Quindi, abbiamo bisogno di formare anche i genitori”.
In alcuni Paesi in concomitanza con Halloween si verificano anche episodi di violenza, anche contro la Chiesa.
“È accertato che ci sono. Essendo Halloween inserito in un contesto esoterico e occultistico, mascherato da grande evento festaiolo, possono accadere questi fenomeni. Non abbiamo dati statistici, ma come una persona si accosta al mondo della tossicodipendenza con uno spinello e poi passa a droghe più pesanti, così una persona, che si accosta ad Halloween in circostanze che sanno di pratiche esoteriche e occultistiche più o meno mascherate, dopo passa a qualcosa di più forte e può arrivare anche al satanismo. Senza generalizzare ovviamente. Dipende dove si fa la ‘festa’: in una piazza pubblica i danni sono limitati anche se ci sono sempre; in un ambiente privato i danni possono essere maggiori perché si fa in un luogo nascosto”.
Quanto pesa nella diffusione di Halloween la cultura di morte e di violenza?
“Halloween mi fa pensare alla violenza che viene fatta alla ragione umana e al cuore dell’uomo perché si deviano le riflessioni sulle domande ultime della vita umana, è una violenza che viene fatta in modo subdolo, artefatto alla persona. I danni della festa di Halloween, avendo questo imprinting negativo, ci sono sempre”.
I giovani forse non collegano ad Halloween pensieri negativi, perché si parla di festa…
“Ci sarebbe da rivedere il concetto di festa, di divertimento. Già Aristotele parlava della virtù dell’eutrapelia, cioè di volgersi al bene, anche Dante ne parla nel Convivio: c’è una consumazione del piacere in modo giusto senza essere né riduttivo né eccessivo che porta danni, una capacità di divertirsi fatta in modo ottimale che giovi alla crescita della persona. Tutte cose che Halloween non produce”.
Come possiamo difenderci?
“Con l’esempio della vita. Quando il fango avanza, bisogna farsi pietre per indicare la via agli altri. Bisogna essere portatori di un’esperienza che sa dare le risposte alle domande che l’uomo e soprattutto tanti giovani cercano, ma nel modo sbagliato. E questa non può essere che una risposta a livello di un’esperienza di fede autentica, genuina, radicata nell’obbedienza al magistero pontificio e della Chiesa, altrimenti coltiviamo persone superstiziose, che offrono un vero culto al falso Dio e un falso culto al vero Dio. A chi dice che la Chiesa ce l’ha con Halloween, rispondo: il problema è che Halloween ce l’ha con l’uomo. C’è un attacco all’uomo, all’identità, all’essenza della persona, della sua vita e la Chiesa di conseguenza interviene a difendere la persona”.