NUBIFRAGIO A MESSINA

L’ora della solidarietà

In attesa della verifica delle responsabilità dell’uomo” “

Lo scorso venerdì, 2 ottobre, un violento nubifragio ha colpito il versante ionico del messinese. Secondo la sala operativa della Protezione Civile regionale, le frane e gli allagamenti avrebbero provocato oltre 20 morti e numerosi sono tuttora i dispersi. Centinaia gli sfollati. Immediatamente la Chiesa locale, con il suo pastore, ha portato la propria solidarietà, esprimendo vicinanza e mettendosi all’opera. Intanto continuano le operazioni di soccorso nelle zone interessate, alcune delle quali possono essere raggiunte solo a piedi, e per le zone collinari più alte, inerpicandosi per sentieri di fortuna. Le forze dell’ordine sorvegliano le case abbandonate proteggendole dagli sciacalli. Sabato mattina, a Messina, si celebreranno i funerali delle vittime. È il momento del dolore e della solidarietà, poi verrà quello delle risposte a un pericolo che era da tempo nell’aria.

Fragili, ma ricolmi di speranza. "Il tragico nubifragio ha scosso ciascuno di noi facendoci sentire fragili, ci ha ricordato quanto siamo piccole creature. Questa catastrofe naturale ha spazzato via le nostre case, ha sottratto ai nostri cuori tanti affetti, ha forse vanificato il sacrificio di tanti anni di lavoro e impegno… ci ha fatto comprendere che la vita va radicata in Dio e costruita sulla salda roccia del suo amore e non su ciò che passa, su ciò che si sgretola". È un vero e proprio messaggio ai parroci e ai fedeli dei paesi colpiti dal nubifragio quello che ha lanciato mons. Calogero La Piana, arcivescovo di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, che per due volte si è recato nelle zone colpite dall’alluvione. "Vi chiedo di sentirmi presente – ha detto – mentre, attraverso il ministero sacerdotale del vostro parroco, presentate al Signore la gratitudine per la sua misericordia, la sofferenza per quanto avete perduto, il dolore per chi non è più tra noi, ma non dimenticate che quella stessa fede che ci unisce e ci rende uno, ci consegna adesso quella fiducia in Dio che deve abitare nei vostri cuori". "Di fronte a una catastrofe che tocca il cuore di ciascuno e ha stravolto la vita di tanti, fino a perdere gli affetti più cari", l’arcivescovo ha chiesto di "offrire innanzitutto la preghiera" invitando i sacerdoti a celebrare una messa in suffragio delle vittime. Inoltre, ha indicato a tutte le parrocchie e ai fedeli laici domenica 11 ottobre come "giornata per realizzare una raccolta straordinaria a favore delle famiglie colpite". E, rivolgendosi ai sacerdoti e parroci di quelle zone disastrate, ha aggiunto: "Non sapevamo e non sapevate che l’inizio di quest’Anno sacerdotale vi avrebbe richiesto un’ulteriore espressione d’amore per il popolo a voi affidato".

Chini sulla sofferenza. Quello di mons. La Piana è un "messaggio di solidarietà e vicinanza", ma anche una dura riflessione. "La violenza alla natura alla fine si ritorce contro l’uomo stesso, causando conseguenze devastanti", ha denunciato l’arcivescovo per il quale "la tragedia, ancora una volta abbattutasi sulle stesse zone di due anni fa, interpella la coscienza e il senso di responsabilità di ciascuno nel custodire la natura, dono prezioso creato da Dio e autentico bene per l’uomo, il quale però sovente la stravolge per la ricerca di effimeri progressi". "Del resto – ha osservato – eravamo in qualche modo in allerta, visto che si tratta di un territorio che notoriamente necessita di una messa in sicurezza". Ma, "dinanzi al dolore e alla sofferenza di tanti nostri fratelli colpiti dal tragico nubifragio", "l’intera Chiesa diocesana si china sulle loro sofferenze e si pone accanto a ciascuno di essi". Mons. Calogero La Piana esorta tutte le comunità ecclesiali a "stringersi attorno a quanti sono nella prova e nella sofferenza". Perché la tragedia deve "spingere alla solidarietà affettuosa, al farsi carico delle altrui sofferenze per alleviarne il peso e al comune senso di appartenenza civile ed ecclesiale, possa contraddistinguere il servizio offerto".

La macchina della carità. "Un’armonica e appassionata sinergia guida la mobilitazione di tutti nella tragedia che ci ha colpiti". Mons. Giacinto Tavilla, che ha accompagnato l’arcivescovo nelle zone colpite, ha spiegato che "questo drammatico evento ancora una volta ha mosso la grande macchina della carità con le forze dell’ordine, la Protezione civile, i volontari" e tutti coloro che "si sono adoperati per soccorrere, incoraggiare, mettendo anche a repentaglio la propria vita". Mons. Tavilla ha rivolto un "appello alla generosità dei giovani delle aggregazioni diocesane, affinché nei prossimi giorni, superati gli attuali delicati interventi curati dal personale esperto, possano offrire il loro servizio, mettendosi a disposizione della Protezione Civile locale". Questa è l’ora del dolore e della solidarietà; verrà poi l’ora in cui si dovranno accertare eventuali responsabilità dell’uomo in quella che alcuni definiscono una tragedia annunciata.