TERRA SANTA

Creativa e vivace ” “

La minoranza cristiana in Terra Santa

“Sono le minoranze creative che determinano il futuro, e in questo senso la Chiesa cattolica deve comprendersi come minoranza creativa che ha un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma sono una realtà molto viva e attuale. La Chiesa deve attualizzare, essere presente nel dibattito pubblico, nella nostra lotta per un concetto vero di libertà e di pace”. Così Benedetto XVI ha risposto ai giornalisti, che sul volo papale verso la Repubblica Ceca per il viaggio apostolico (26-28 settembre), gli chiedevano come la Chiesa di quel Paese può contribuire al bene comune anche nella situazione di minoranza. Una risposta che, a ben vedere, potrebbe applicarsi anche alla realtà della Chiesa di Terra Santa e a molte altre nel mondo. Il SIR lo ha chiesto al custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.

Alla luce delle parole del Papa, la Chiesa cattolica di Terra Santa può definirsi una minoranza creativa?
“In Terra Santa non abbiamo i numeri, quindi non possiamo contare sulla quantità, ma possiamo essere, anzitutto, una testimonianza di stile di vita, ed eccellere nella qualità del personale, dei fedeli, delle istituzioni, delle scuole. Non solo siamo una minoranza creativa ma anche molto vivace. I problemi e le difficoltà presenti da decenni in Medio Oriente hanno avuto come risposta un darsi da fare, un rimboccarsi le maniche che è evidente e tangibile a vari livelli”.

Tra i vari settori nei quali la Chiesa può portare il suo contributo, Benedetto XVI ha citato, oltre all’educazione, il dialogo intellettuale, che in Medio Oriente si innesta, quasi naturalmente, in quello interreligioso. In questo ambito cosa fa la Chiesa di Terra Santa?
“La Chiesa in Terra Santa gestisce numerose istituzioni accademiche, c’è l’università di Betlemme, ben 117 scuole private, gli studi biblici e archeologici. La Chiesa possiede, in ambito di istruzione e formazione, strutture formidabili nelle quali si può e si deve – e in parte si fa – incontrare le istituzioni culturali islamiche ed ebraiche. La figura di padre Piccirillo, archeologo di fama mondiale, in questo senso è esemplare anche delle personalità di spicco che la Chiesa riesce a produrre. Nel settore educativo la Chiesa di Terra Santa può insegnare qualcosa anche alle altre Chiese del mondo. La sua tradizione in questo ambito è molto forte e riconosciuta”.

Altro settore invocato dal Pontefice è quello della carità. Qui la creatività della Chiesa cattolica locale è notevole, basti pensare ai tanti progetti per dare lavoro, case, scuole e assistenza alla popolazione…
“La Chiesa di Terra Santa ha un ruolo sociale molto forte, specie tra le fasce più povere e deboli della popolazione. Si può fare di più e si possono migliorare le modalità, aggiornarle ai tempi moderni, diciamo una carità inter-rituale. Non solo dialogo ma anche una carità ecumenica che non conosca confini. Questa può rappresentare una delle sfide prossime per le Chiese mediorientali”.

Il Sinodo del 2010 cosa potrà apportare a questa “creativa minoranza” che è la Chiesa di Terra Santa?
“Il prossimo Sinodo sarà un punto di riferimento storico per la vita delle Chiese del Medio Oriente. Da una parte servirà anche alle Chiese di tutto il mondo per confermare il loro sostegno a questa minoranza e dall’altro per stimolare un migliore coordinamento tra le tante e diverse Chiese e riti locali che se arricchiscono il Medio Oriente possono anche frammentare le diverse attività”.


Scheda: la Chiesa in Israele e nei Territori Palestinesi

Secondo quanto riferito dall’Ufficio centrale di statistica della Chiesa, al 31/12/2007, la popolazione cristiana nei Territori palestinesi e in Israele è di 130 mila unità (1,81% della popolazione totale), suddivisa in 9 circoscrizioni per 78 parrocchie e 3 altri centri. La loro cura pastorale è affidata a 11 vescovi, 89 sacerdoti diocesani, 317 sacerdoti religiosi, 5 diaconi permanenti, coadiuvati da 203 religiosi non sacerdoti e da 968 religiose professe. Le vocazioni sacerdotali vedono 14 seminaristi minori e 110 maggiori. I centri di istruzione di proprietà o diretti da ecclesiastici e religiosi sono 192 così ripartiti: 140 materne e primarie, 42 medie inferiori e secondarie, 10 tra superiori e università. Gli studenti frequentanti i vari istituti sono circa 44 mila. Riguardo ai centri caritativi e sociali, sempre di proprietà o diretti da religiosi o ecclesiastici, si contano 11 ospedali, 10 ambulatori, 9 case per anziani e disabili, 11 orfanotrofi e asili nido, 4 centri di rieducazione sociale e 2 altre istituzioni. Nel 1948 la percentuale dei cristiani si attestava tra il 6 e il 10% della popolazione.