CEI - ABRUZZO

Ricostruire la comunità

Il card. Bagnasco a L’Aquila

"La nostra presenza non vuole offrire solo un sostegno materiale alla popolazione aquilana ma una testimonianza di vicinanza fraterna, perché, essendo la Chiesa una famiglia e il fermento dell’intera società, nessuno deve sentirsi escluso". Questa frase, pronunciata dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al suo arrivo a L’Aquila, lunedì 14 settembre, non spiega soltanto il senso della sua visita nei Comuni colpiti dal sisma, ma racchiude il senso profondo dell’impegno portato avanti in questi mesi dall’intera Chiesa italiana. Un impegno giocato sempre in quella dimensione integrale dell’uomo più volte richiamata da papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica.

Sostegno e vicinanza. Il presidente della Cei ha iniziato la sua visita incontrando l’arcivescovo, mons. Giuseppe Molinari, e alcuni sacerdoti nella nuova sede della Curia nel quartiere di Campo di Pile. "Sono ritornato – ha spiegato il presidente della Cei che visitò L’Aquila per la prima volta il 14 aprile scorso – per confermare la vicinanza di tutti i vescovi italiani ai vescovi di tutte le diocesi colpite dal sisma e all’intera popolazione. Parlando con mons. Giuseppe Molinari, ho compreso lo spirito e la forza interiori del popolo aquilano che non è stato scalfito dai disagi inevitabili di questi mesi". Il cardinale ha poi raggiunto la sede della Caritas a Coppito dove, insieme al presidente di Caritas italiana, mons. Giuseppe Merisi, e al direttore nazionale, mons. Vittorio Nozza, ha presentato il bilancio delle attività svolte e dei progetti in cantiere (vedi scheda dedicata). Durante il suo intervento il cardinale Bagnasco ha ribadito come "la nostra volontà è di procedere nella ricostruzione delle case e delle chiese ma soprattutto della comunità cristiana". Da qui la scelta della Caritas di progettare i nuovi edifici partendo dalle segnalazioni fornite dalle delegazioni presenti sul territorio, considerando la continua e rapida evoluzione del contesto sociale. È stato così anche per la scuola in costruzione a San Panfilo d’Ocre, visitata dal cardinale. Un edificio, dove studieranno oltre 150 alunni, che è stato appositamente costruito a pochi passi dalle casette dove andrà a risiedere parte della popolazione.

Una chiesa per ogni comunità. Mons. Molinari e il card. Bagnasco hanno fatto il punto anche sulla situazione delle chiese nella diocesi. Secondo gli ultimi dati, sono oltre 400, su un totale di 800 edifici, le chiese che necessitano di interventi di ristrutturazione o ricostruzione a seguito del terremoto. "È importante che tutti abbiano luoghi in cui ritrovarsi – ha spiegato il cardinale – per questo tra i primi interventi promossi dalla Caritas c’è la costruzione dei centri delle comunità. Questo perché per vivere insieme non è sufficiente stare gli uni accanto agli altri ma è necessario avere spazi di condivisione per vivere quei principi che costituiscono l’animo di una comunità". Da qui la decisione della Cei di intervenire per ridare una chiesa ad ogni comunità. "È stata già avviata la progettazione per intervenire su un piccolo numero di edifici – ha spiegato il card. Bagnasco – mentre per le altre ci vorrà più tempo ma possiamo annunciare che per Natale tutte le comunità avranno una chiesa o un luogo in cui ritrovarsi e poter celebrare la messa". Le modalità tecniche di realizzazione degli interventi sono state spiegate da mons. Giampietro Fasani, economo della Cei. "Inizieranno subito i lavori in quelle chiese che possono essere rese agibili in tempi brevi – ha detto – mentre per le altre comunità in cui non sarà possibile ristrutturare subito le chiese si procederà con la collocazione di 40 prefabbricati".

Per superare le difficoltà. Un momento significativo della visita è stato l’incontro al campo di Sant’Antonio di Pile con i volontari della delegazioni di Umbria, Piemonte e Valle d’Aosta, dislocati in quest’area nell’ambito dei gemellaggi tra Regioni ecclesiali. "Voi volontari siete il segno concreto che è possibile lavorare insieme perché solo così si possono superare le difficoltà, anche le più gravi", ha detto loro il cardinale, invitandoli a "continuare la vostra presenza e soprattutto il vostro entusiasmo, sia che vi troviate qua che altrove, attraverso la preghiera e la vostra passione". Nel pomeriggio, dopo l’incontro con il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, la visita è continuata toccando alcuni punti simbolo del terremoto: la "zona rossa" di L’Aquila con la Chiesa delle Anime Sante e la Curia, prima di arrivare a Onna, con la chiesa parrocchiale e le nuove casette, realizzate dalla provincia di Trento e finanziate dalla Croce Rossa. Qui il cardinale ha ricevuto in dono il dipinto di un Cristo ritratto su uno sfondo di macerie.

Silenzio e preghiera. Le stesse macerie che a cinque mesi dal sisma ancora ricoprono l’altare della basilica di Collemaggio, ultima tappa di una visita che ha portato il presidente della Cei a toccare con mano la realtà di una terra ancora segnata dalle conseguenze del sisma, ma anche la tenacia della popolazione e la solidarietà arrivata da tutta Italia. "Si vedono concretamente – ha detto il cardinale – i frutti del grande impegno delle Istituzioni, della Chiesa e dei volontari". Qui di fronte ad una cupola dipinta di cielo, il cardinale Bagnasco si è fermato in silenzio e ha recitato una preghiera per le vittime del sisma. Il cardinale, che per tutto il giorno è stato accompagnato da mons. Molinari e da mons. Merisi, si è poi intrattenuto con i Vigili del Fuoco, incaricati della messa in sicurezza dell’edificio. Informato del ritrovamento di una parte importante di una colonna, il cardinale ha commentato come anche queste "siano tutte piccole gioie". Piccoli frammenti di speranza per L’Aquila, segni fatti di muri e di volti.

dall’inviato SIR a L’Aquila