MOSTRA DEL CINEMA

Nel segno italiano

Il 10° "Premio Bresson" tra le molte iniziative dell’Eds

"Grande attenzione al cinema italiano nell’equilibrio tra nuove proposte e film ritrovati". Così mons. Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Ente dello spettacolo (Eds), sintetizza la 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, che si è aperta il 2 settembre a Venezia (fino al 12) con la proiezione del film "Baarìa" di Giuseppe Tornatore. Il 1° settembre ha avuto luogo la pre-apertura della Mostra con la visione del restaurato "La Grande guerra" (1959) di Mario Monicelli, alla presenza del regista. La proiezione del film di Monicelli, "Leone d’oro" nel 1959, ha aperto anche una retrospettiva, intitolata "Questi Fantasmi", dedicata ai capolavori dimenticati del cinema italiano, tra cui "Guerra alla Guerra" (1946) di Romolo Marcellini e Giorgio Simonelli. La visione di questi film testimonia che "sempre più i Festival cercano equilibrio tra proposte nuove e recupero del passato", commenta mons. Viganò. Un’operazione, questa, tesa a "liberare – come afferma il critico Paolo Mereghetti alla Rivista del Cinematografo – una parte della storia del cinema italiano da quell’indifferenza, e a volte da quel disprezzo, che aveva condannato molti titoli all’oblio". Questa edizione della Mostra è stata aperta da un film italiano. È "molto significativo", dice mons. Viganò, che ad "aprire il Festival sia stato dopo anni proprio un italiano". La rassegna cinematografica, aggiunge il presidente della Fondazione Eds, "sarà nel segno del grande cinema italiano".

Diverse iniziative. La Fondazione Eds, come ogni anno, è presente a Venezia con un cartellone ricco di appuntamenti per addetti ai lavori e appassionati di cinema (programma completo su: www.cinematografo.it). Tra le diverse iniziative previste: il 4 settembre (ore 11.30) ci sarà il conferimento del "Premio Roberto Bresson" al regista brasiliano Walter Salles. Alla cerimonia sarà presente mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura. Martedì 8 settembre, alle ore 11, si svolgerà una tavola rotonda su "Cinema, diritti umani e società – Focus sull’Iran"; il 10 settembre, alle 12, conferenza stampa sul film "Matteo Ricci. Un gesuita nel Regno del Drago", regia di Gjon Kolndrekaj. Interverranno il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, e mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e presidente della Commissione episcopale comunicazione e cultura della Cei. In materia di riconoscimenti, la Fondazione Eds conferirà, nella sezione premi collaterali, il "Premio Navicella Venezia Cinema 2009" al regista del film in concorso ritenuto rilevante per l’affermazione dei valori umani. La cerimonia di premiazione si terrà il 12 settembre. Nella stessa occasione verrà assegnato anche il Premio Signis.

Il "Premio Bresson". Tra i molti eventi, mons. Viganò si sofferma in modo particolare sul "Premio Bresson". "Questo riconoscimento – spiega – è attribuito al regista che abbia dato una testimonianza significativa, per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della vita umana. I criteri nell’assegnare questo riconoscimento sono la ricerca di valori umani e spirituali contenuti nell’opera globale del regista. Ciò che il premio intende riconoscere è la densità interpretativa di un’opera che apra a riflessioni intense sull’umano". Giunto alla decima edizione, il premio viene assegnato ogni anno dalla Fondazione Ente dello spettacolo, dopo aver sentito il parere dei Pontifici Consigli delle comunicazioni sociali e della cultura. Quest’anno, spiega la Fondazione Eds, viene assegnato a Salles perché "ha dato una testimonianza importante, per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della vita". In questi anni, in particolare, conclude mons. Viganò, "i maestri a cui è stato consegnato il Premio – Zhang Yan, Sokurov, Wenders – hanno offerto occasioni di confronto, di dialogo, di ascolto di culture, e comprensioni del mondo differenti".

Chi è Walter Salles. Il regista brasiliano ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni Ottanta. Uno dei suoi maggiori successi è "Central do Brasil" (1998), che ha vinto 55 premi, fra i quali anche l’"Orso d’Oro" al Festival di Berlino e due nomination agli "Oscar". Nel 2001, Salles ha prodotto la pellicola di Fernando Meirelles, "City of God". Nel 2003, è stato votato come uno dei 40 migliori registi del mondo dal quotidiano "The Guardian". Il suo più grande successo di critica e pubblico è stato "I diari della motocicletta" (2004), un film biografico sul giovane Che Guevara, vincitore, fra gli altri premi, di un "Oscar" per la canzone "Al Otro Lado del Río". "I diari della motocicletta" è stato il suo primo film in una lingua (lo spagnolo) diversa dalla sua lingua madre (il portoghese), e ha ottenuto ottimi risultati al botteghino in Europa e in America Latina. Nel 2005, Salles ha realizzato il suo primo film hollywoodiano, "Dark Water", un adattamento dell’omonimo film giapponese del 2002.