ABRUZZO
La “Peregrinatio” delle spoglie di Celestino V
“Un anno di grazia per tutti i fedeli”. È così che i vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana hanno definito l’Anno Celestiniano, lo speciale giubileo indetto in occasione degli ottocento anni dalla nascita di papa Celestino V, che si è aperto lo scorso fine settimana a L’Aquila con la Festa della Perdonanza. Quella di Pietro da Morrone, umile eremita che fu eletto Papa nel 1294, in una fase delicata per la vita della Chiesa, è una figura capace di accomunare tutta la popolazione di queste due Regioni, ma non solo: le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S.Pietro Celestino compatrono del Molise, dove nacque e visse, a Faifoli (Montagano), come chierico e come abate. Altrettanto sono coinvolte le diocesi dell’Abruzzo: Sulmona, con l’eremo di S.Onofrio, dove è stato per tanti anni e dove ricevette la notizia della sua nomina a Pontefice, l’Abbazia Morronese, da lui costruita, e le reliquie conservate nella cattedrale di S.Panfilo; Chieti, con l’Eremo S.Spirito a Roccamorice e quello di S.Onofrio a Serramonacesca. Ma sopratutto L’Aquila dove, il giorno della sua incoronazione, concesse alla città una speciale indulgenza, che passerà alla storia come la Bolla del Perdono.
Perdonanza e Giubileo. Proprio dalla basilica di Collemaggio a L’Aquila, dove da secoli sono custodite le spoglie di Celestino V, ha preso il via l’Anno Celestiniano con la celebrazione della Perdonanza. Venerdì 28 agosto, si sono ritrovati nel capoluogo abruzzese tutti i vescovi di Abruzzo e Molise, radunati attorno all’urna con le spoglie del Santo, portato in processione in una città ancora segnata dal sisma. Per l’occasione è giunto a L’Aquila il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che nell’omelia di apertura dell’Anno Celestiniano ha auspicato che “dalle macerie del terremoto non rinasca solo una città ben rifatta e moderna, bensì un popolo pieno di fiducia e deciso ad alimentarsi sempre alla sorgente della fede cristiana, quella stessa fede che la Perdonanza Celestiniana viene a rinsaldare”.
L’arrivo a Sulmona, prima tappa. Al termine della Perdonanza, sabato 29 agosto, con la chiusura della Porta Santa ha preso il via la Peregrinatio delle spoglie di Celestino V che, nel corso di quest’anno, toccherà tutte le undici diocesi della Regione ecclesiale (info sul programma completo: www.annocelestiniano.it). Il primo settembre, il corpo di Celestino V è giunto a Sulmona nella cattedrale di San Panfilo, dove è stata allestita una cappella che contiene diverse reliquie del Santo, tra cui il crocifisso recuperato dall’Eremo di Sant’Onofrio. È qui che i fedeli potranno venire per l’indulgenza.
Un Santo che insegna a perdonare. “È importante che il corpo di Celestino cammini tra la gente -spiegato al SIR mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona – perché è un Santo conosciuto, amato e pregato. Celestino amava a tal punto questa terra da volersi fermare nella cattedrale di Sulmona quando, pochi giorni dopo la sua incoronazione, transitò nella nostra diocesi diretto a Napoli. Per questo con l’arrivo delle sue spoglie è come se la sua storia si ricomponesse, come se tornasse a casa”. L’urna rimarrà a Sulmona fino al 30 settembre quando sarà portata in pellegrinaggio a Roma, dove riceverà la benedizione di Benedetto XVI. “Viviamo in un mondo – dice mons. Spina – in cui aumentano i cellulari e gli strumenti tecnologici ma la gente non comunica più, perché non sa perdonare. Da qui l’invito di Celestino alla riconciliazione con Dio e con gli uomini. L’umiltà di questo Santo che eletto Papa scelse di raggiungere L’Aquila non su un cavallo ma su un asinello ci deve spingere anche a riflettere sull’urgenza di riscoprire il dono e il rispetto del creato. Una natura che non è usata ma abusata dall’uomo”.
“Squarciamo il buio”. Dopo l’udienza in Vaticano l’urna verrà portata nella diocesi di Chieti dove resterà nel mese di ottobre. A seguire visiterà le altre diocesi prima di tornare a L’Aquila nell’agosto 2010 dove visiterà le parrocchie dell’arcidiocesi. Il Giubileo si concluderà con la chiusura della Perdonanza, il 29 agosto 2010. Il giorno prima, nella notte della Perdonanza giovani, giungeranno in Abruzzo migliaia di giovani dall’Italia e dal mondo. La chiusura del Giubileo combacerà, infatti, con il terzo “appuntamento mondiale dei giovani della pace” organizzato dal Sermig, l’arsenale della pace di Torino. L’invito ad organizzare a L’Aquila questo grande incontro è stato rivolto ad Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, dall’arcivescovo di L’Aquila, mons. Giuseppe Molinari. Un incontro che vuole “offrire ai giovani – ha spiegato Olivero – l’opportunità di essere ascoltati dai grandi della terra nei campi della politica, dell’economia, della cultura, della spiritualità. Vorremmo far parlare i giovani con le loro storie, con le loro proposte, con il loro esserci, ma soprattutto con il loro silenzio”.
dall’inviato SIR a L’Aquila