I CANTI DI PASQUA

La gioia in parole e musica

Dal Medioevo ai nostri giorni

Quali sono i canti pasquali per eccellenza? Abbiamo rivolto la domanda a padre Emidio Papinutti, sacerdote dei Frati minori, dottore in musica sacra presso il Pontificio Istituto di Roma, per quindici anni segretario generale dell’Associazione italiana Santa Cecilia.
"La Messa del giorno di Pasqua conserva ancora una nota caratteristica: il canto della sequenza ‘Victimae paschali laudes’ attribuita a Vipone il Borgognone, vissuto attorno all’anno Mille. Si canta prima dell’Alleluia, l’inno alla gloria del Signore. Altre melodie si sono aggiunte nei secoli per celebrare Cristo risorto: i canti medievali propri delle processioni pasquali e dei drammi sacri ispirati alla Pasqua. Numerosi canti pasquali sono poi nati dalla ‘Victimae paschali’: le prime note di questa sequenza hanno suggerito il tema melodico del celebre corale tedesco ‘Christ ist erstanden’ (Cristo è risorto) del secolo XV, elaborato da Leo Hassler e ripreso da altri grandi musicisti come Scheidt e Bach. È il canto pasquale più eseguito nei paesi di lingua tedesca. In Italia è divenuto popolare grazie a tre traduzioni, delle quali la più antica e conosciuta è: ‘Cristo risusciti in tutti i cuori, Cristo si celebri, Cristo s’adori’".

E più recentemente?
"Ottima anche la versione che fu fatta da mons. Luciano Migliavaccca: testo moderno, traduzione libera ma abbastanza vicina all’originale, fedele alla ritmica tedesca. Ma nella abbondante fioritura di canti, che caratterizza gli anni del post Concilio, molti nuovi canti rallegrano le celebrazioni pasquali: ‘Cristo risorge, Cristo trionfa’ di Piero Damilano, ‘Nell’acqua che distrugge’ di Sergio Marcianò … La santa Pasqua sta acquisendo un suo repertorio di canti propri, anche in lingua italiana, repertorio che si va estendendo".

Che cosa sono le sequenze?
"Sono canti liturgici di origine medievale che nel tempo hanno subìto un’evoluzione unitamente al testo poetico che le accompagna. La fede e la sensibilità artistica dei cristiani medievali sono così espressi in versi e in musica. Si conoscono oltre cinquemila sequenze composte tra il IX e XIII secolo. Nei libri liturgici anteriori al Concilio di Trento si trovano centocinquanta sequenze. Papa san Pio V nel 1570 le ha ridotte a cinque. Dopo la riforma liturgica le sequenze presenti nel messale sono solamente quattro: due obbligatorie (Pasqua e Pentecoste) e due facoltative (Corpus Domini e Addolorata). La sequenza ‘Victimae paschali laudes’ è un modello stupendo di musica corale dialogata. La sua conclusione, dove solisti e popolo si uniscono in una sola voce, è un inno alla solennità della professione di fede nella Risurrezione: ‘Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re Vittorioso, portaci la tua salvezza’".