EUROPA E TERRITORIO
Convegno Fisc a Piacenza (18-20 marzo)
"Fare l’Europa. Le radici e il futuro". È il tema del convegno nazionale che la Fisc (Federazione che raggruppa 186 testate cattoliche locali per un milione di copie settimanali) organizza a Piacenza dal 18 al 20 marzo. L’appuntamento (info: www.ilnuovogiornale.it) si tiene nella città emiliana per celebrare i 100 anni del settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio, "Il Nuovo Giornale". Tra i relatori ci sarà anche padre Antonio Simeoni in rappresentanza dei giornali delle Missioni cattoliche italiane in Europa, che recentemente hanno aderito alla Fisc. Gli abbiamo posto alcune domande.
Come è avvertita l’Europa dai nostri emigrati: quali preoccupazioni, quali attese?
"I nostri connazionali, emigrati in Europa ormai da decenni, hanno vissuto sulla loro pelle il lento e non facile cammino di un graduale inserimento nel tessuto sociale, economico e talvolta culturale e politico del Paese nel quale attualmente vivono. Penso, in modo particolare, a tutti coloro che hanno lasciato l’Italia nell’immediato dopoguerra. Hanno dovuto affrontare, spesso, gravi problemi e drammatiche difficoltà. Ormai hanno integrato nella loro vita una forte dimensione europea: l’Europa unita offre loro orizzonti nuovi, esperienze diverse con la possibilità di confrontare sistemi di vita sociale e politica differenti. Le loro preoccupazioni: la sicurezza di un posto di lavoro, l’incertezza dell’avvenire per i propri figli, la perplessità di una situazione sociale, economica e politica che non ispira molta fiducia…".
Possiamo dire che i nostri emigrati sono una particolare espressione delle "radici cristiane" dell’Europa?
"I nostri emigrati vivono una dimensione culturale e religiosa, spesso profonda, anche se non sempre ne sono coscienti. I valori che trasmettono ai loro figli e nipoti riguardano l’unità della famiglia, il rispetto verso il prossimo, una sana e seria educazione umana, una vita cristiana fatta non solo di preghiere, ma anche di una pratica religiosa che si esprime nell’invitare i bambini o i giovani a ricevere i sacramenti del battesimo, della comunione e cresima, la devozione alla Madonna e ai santi patroni delle rispettive località o parrocchie. Non è solamente una patina religiosa tradizionale, ma un sentimento profondo che portano in se stessi".
Qual è stato il ruolo dei giornali dell’emigrazione in Europa?
"Il ruolo storico dei giornali dell’emigrazione è stato molto importante, anzi fondamentale. La testimonianza di don Ferrando in occasione del 25° anniversario del ‘Corriere degli Italiani’ (Svizzera), vale per tutte le testate in emigrazione: ‘È il giornale delle Missioni a rispecchiare ogni situazione, a essere voce di chi non aveva voce, animato da battagliero vigore in difesa degli umili con parole di speranza. Ha alzato la voce, il giornale, per lo stagionale, senza famiglia, ritenuto meno uomo di chi aveva un permesso annuale in tasca per lo scolaro parcheggiato nelle scuole speciali. È stato amico che ha chiesto per l’immigrato amore, accoglienza, fraternità e comprensione e ha detto a lui di donare amore, di aprirsi agli altri, di fraternizzare, di comprendere, di non chiudersi in ghetti. Ha ricordato agli immigrati il loro patrimonio di fede, di quei principi che non pagano dogana e danno sapore alla vita, soprattutto quando, all’offertorio, unitamente al pane e al vino, puoi aggiungere fatica e sofferenza’".
Perche questi giornali hanno avvertito l’esigenza di aderire alla Fisc?
"È una vera opportunità per vivere assieme un’effettiva collaborazione non solo a livello editoriale, ma in modo particolare sulle tematiche di fondo che, ormai, sono comuni a tutti: non esiste una parrocchia o diocesi italiana che non abbia dei parrocchiani o diocesani sparsi nel mondo o che, attualmente, non accolga nel suo territorio degli immigrati. La lunga esperienza dei nostri giornali potrebbe facilitare con le testate della Fisc uno scambio serio e un confronto importante su tematiche di fondo che, oggi, ci coinvolgono tutti".
Qual è l’obiettivo del progetto di collaborazione tra vari giornali di emigrazione che state definendo con l’appoggio della Fisc e di SIR Europa?
"Desideriamo che venga sostenuto il rilancio del nostro progetto editoriale, rinnovato il materiale con strumenti moderni, facilitata la creazione di una banca dati per permettere lo scambio e/o la realizzazione di pagine comuni. Contiamo molto sulla professionalità di SIR Europa, apprezziamo la sua competenza e la sua sensibilità nell’informare sulla vita sociale, istituzionale ed ecclesiale in Europa".
Scheda
Nel mondo sono oltre 400 le Missioni cattoliche (Mci) che lavorano per gli italiani emigrati all’estero; in esse operano oltre 500 sacerdoti missionari, circa 200 suore e un centinaio di laici. Attualmente gli italiani all’estero sono circa 4 milioni. In Europa le Missioni cattoliche sono oltre 250, con circa 300 missionari (molti in età avanzata). Alcune delegazioni nazionali e Missioni hanno ultimamente investito nella comunicazione ecclesiale, scegliendo di aderire alla Fisc e costituendo una propria delegazione. Ne fanno parte "Migranti-press" (Fondazione Migrantes Italia), "Il Corriere degli Italiani" (Svizzera), "Corriere d’Italia" (Germania), "Nuovi Orizzonti Europa" (Francia, Belgio, Lussemburgo), "La Voce degli Italiani" (Inghilterra) e "Web giornale" (Germania).