LYUDMILA ALEXEYEVA
Premio Sacharov per i diritti umani
"Spero che non mi succeda nulla". Aveva usato queste parole Lyudmila Alexeyeva rispondendo alla stampa internazionale che le chiedeva se temesse ritorsioni tornando a Mosca dopo aver ritirato, il 16 dicembre scorso a Strasburgo, assieme a Oleg Orlov e Sergei Kovalev, il Premio Sacharov 2009. Il riconoscimento le era stato assegnato per aver operato, con l’associazione Memorial, per la difesa dei diritti umani e la libertà di espressione nei Paesi dell’ex Unione sovietica.
Ottantadue anni, tra i primi attivisti per i diritti umani nell’Europa dell’est, perseguitata ed esiliata, Lyudmila aveva assicurato di continuare a battersi "per la democrazia vera" e "perché nell’ex Unione sovietica i detenuti abbiano processi equi". La schiettezza e il coraggio della Alexeyeva non sono passati inosservati, tanto che il 31 dicembre è stata arrestata assieme ad altri difensori dei diritti fondamentali.
Così il 1° gennaio Jerzy Buzek, presidente dell’Europarlamento, che a Strasburgo aveva personalmente consegnato il Premio Sacharov ai rappresentanti di Memorial, ha affermato di essere "profondamente e personalmente colpito se penso che questa donna di 82 anni ha dovuto trascorrere la prima notte dell’anno sotto arresto" e "chiedo alle autorità russe l’immediato rilascio per lei" e per gli altri detenuti. "In un Paese democratico ha aggiunto Buzek le persone dovrebbero avere il diritto di manifestare, anche contro i governi e le autorità".
La libertà di parola e di espressione, ha ricordato il politico polacco, è "uno dei diritti umani fondamentali" e uno dei valori essenziali dell’Ue. Sempre Buzek ha sottolineato come in Russia non sia ancora possibile una libera dimostrazione pubblica. "Lyudmila Alexeyeva protestava perché voleva difendere la Costituzione russa e il diritto a manifestare".
Ancora una volta da Mosca giungono segnali contrastanti: un Paese che intende marciare speditamente verso il progresso sociale ed economico, deve assicurare i diritti essenziali a tutti i suoi cittadini e alle persone che risiedono nei confini nazionali; deve mantenere relazioni pacifiche e rispettose verso paesi vicini; deve garantire la libera espressione politica e culturale. La Russia è un grande Paese e un partner strategico per l’Europa: ma il gas russo non può valere la negazione della libertà e della democrazia.
SIR Euopa