FRANCESCO COSSIGA
Il cordoglio del Papa e dei vescovi italiani
Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a nome dell’intera Conferenza episcopale italiana, esprime "cordoglio e vicinanza ai familiari per la scomparsa del presidente Francesco Cossiga ed eleva preghiere di suffragio, ricordandone il profondo senso dello Stato e l’intensa esperienza di fede, testimoniata nei lunghi anni dell’attività accademica e dell’impegno politico". Così inizia la nota diffusa dall’ufficio Cei per le comunicazioni sociali alla notizia della morte di Francesco Cossiga avvenuta alle 13.18 di oggi al Policlinico Gemelli dove era ricoverato dal 9 agosto.
"Egli si legge ancora nella nota della Cei – ha servito il nostro Paese nei più importanti compiti istituzionali, in momenti assai delicati, sempre consapevole delle proprie responsabilità e attento al perseguimento del bene comune".
Francesco Cossiga, scrive "L’Osservatore Romano" di oggi, "è stato uno degli uomini politici italiani più longevi e, al tempo stesso, più controversi e prestigiosi".
In tarda serata il vice-direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini, ha informato che "il Santo Padre partecipa al dolore della famiglia e del popolo italiano per la morte del presidente emerito Francesco Cossiga, ‘autorevole protagonista della vita nazionale italiana e uomo di fede’. Alla famiglia e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Santo Padre farà pervenire un suo messaggio di condoglianze". Il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ha aggiunto padre Benedettini – si recherà all’ospedale Gemelli, per pregare davanti alla salma del presidente emerito della Repubblica italiana.
Nato il 26 luglio 1928 a Sassari, fu uno dei più giovani esponenti della Democrazia Cristiana del dopoguerra. Deputato dal 1958, ricoprì successivamente numerosi incarichi ministeriali. Era ministro dell’Interno nel Governo entrato in carica il giorno del rapimento di Aldo Moro, il 16 marzo 1978, e rassegnò le dimissioni dopo il tragico esito di quella vicenda. Fu presidente del Consiglio nel 1979-1980. Nel 1983 fu eletto presidente del Senato e, due anni dopo, il 24 giugno 1985, diventò il più giovane presidente della Repubblica, con il consenso più vasto mai registrato, 752 voti su 977 votanti.