USURA
Povertà delle famiglie, disoccupazione giovanile e gioco d’azzardo
“Le famiglie che bussano alla porta delle nostre Fondazioni antiusura sono in aumento”. Lo ha detto mons. Alberto D’Urso, segretario della Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”, presentando il 22 giugno a Roma la relazione annuale all’assemblea generale della Consulta, sul tema “Crisi, solidarietà e speranza”.
Un quadro allarmante. Secondo un’indagine della Banca d’Italia del febbraio 2010, “la percentuale delle famiglie che risulta avere un prestito di qualsiasi natura è del 27,8%” (in crescita di quasi due punti percentuali rispetto alla fine del 2006: 26,1%), e questo dato conferma “la tendenza all’aumento in atto dal 2000” (in cui la quota delle famiglie indebitate risultava del 24%). E ciò, ha spiegato mons. D’Urso, “ha interessato tutte le tipologie di finanziamento, ad esclusione dei prestiti per ragioni professionali”. “Il valore medio del debito complessivo delle famiglie indebitate – ha ricordato – è di 41.266 euro”. È una “fotografia significativa” dell’attuale situazione socio-economica delle famiglie italiane, che si rivolgono alle 27 Fondazioni antiusura associate alla Consulta, presenti sul territorio nazionale.
L’attività della Consulta antiusura. Nel 2009, ha riferito il segretario nazionale, la Consulta antiusura ha aperto “12 nuove pratiche (oltre un considerevole numero di richieste via internet di aiuti)”. Sono state “assunte 25 delibere (di cui 10 per abbandono o rifiuto di assistenza)”. Inoltre, sono state “completate erogazioni e trattative già in corso a fine esercizio 2008” e sono stati “garantiti altri 7 finanziamenti con fondi statali di 490.000 euro e 2 finanziamenti con fondi regionali di 106.000 euro”. Infine, “il monte finanziamenti garantiti dall’inizio dell’attività è salito complessivamente a 3.677.000 euro (di cui 3.571.000 con fondi statali)”. Ma, ha precisato, “dietro ogni numero ci sono persone, famiglie, sofferenze, dolori, che solo con il nostro intervento hanno trovato soluzione e un’ancora di salvezza”, strappando “gli interessati alle grinfie degli usurai”. Non sfugge nemmeno “il valore sociale e morale che la nostra opera assume e della quale lo Stato dovrebbe tenere conto”. “Continueremo – ha proseguito mons. D’Urso – a vigilare e a chiedere la collaborazione di tutti” affinché “il Fondo prevenzione venga finanziato” adeguatamente per “una corretta programmazione degli interventi”.
La disoccupazione giovanile. L’attuale crisi ha reso più drammatica la situazione lavorativa dei giovani. Come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, “nella fascia d’età fra i 20 e i 34 anni, la disoccupazione ha raggiunto il 13% della media del 2009”. La riduzione degli occupati fra i giovani, rispetto al 2008, è stata “di quasi sette volte maggiore di quella osservata fra i più anziani” a causa “soprattutto dei contratti di lavoro a termine”, oltre che “della contrazione delle nuove assunzioni” del 20%. I salari d’ingresso dei lavoratori “ristagnano da quindici anni” e il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni è stato “sensibilmente eroso, quasi dimezzato”. In questo scenario, ha affermato il segretario nazionale, “è sempre più importante e insostituibile l’attività che le Fondazioni e la Consulta svolgono nei confronti delle banche e delle famiglie”, rendendo alle prime “più facile e accessibile il pagamento delle rate dei prestiti e dei mutui” (allungando i tempi di pagamento) e facendo diventare le seconde “più responsabili nella gestione delle risorse disponibili”.
Promuovere la cultura preventiva. “Gravi preoccupazioni – ha aggiunto padre Massimo Rastrelli, fondatore e presidente nazionale della Consulta antiusura – ci vengono dal dilagante gioco d’azzardo e dal fatto che a gestirlo, organizzarlo e promuoverlo sia anche lo Stato”. Quindi, ha proseguito il segretario nazionale, “è altrettanto importante l’attività che tutte le Fondazioni e la Consulta andranno a svolgere per contrastare la dissennata moda di considerare il gioco” (“Gratta e vinci”, “Superenalotto”…) “la soluzione ai problemi finanziari” anziché “ispirare la vita di ciascuno alla sobrietà modulandola in base alle proprie risorse”. In quest’ottica, ha spiegato, “le Fondazioni e la Consulta devono promuovere la cultura preventiva nelle scuole, nei circoli culturali, nei media”, assicurando così “un servizio sempre più incisivo in favore delle famiglie e dei più deboli”. Infine, mons. D’Urso ha parlato del ruolo della Chiesa nel Sud Italia: “Quanto affermano i vescovi italiani, nel documento ‘Chiesa italiana e Mezzogiorno: sviluppo nella solidarietà’, è importante”, così come, ha concluso, “l’apporto che le Fondazioni danno per la lotta alla criminalità in genere e all’usura in particolare”.