RICOSTRUZIONE A L'AQUILA
La prossimità della Chiesa italiana nelle opere della Caritas
I frutti della solidarietà continuano a maturare. A un anno dal terremoto, sono stati spesi a L’Aquila dalla Caritas quasi 16 milioni di euro, frutto della colletta nazionale per i terremotati promossa dalla Cei la “Domenica in Albis” 2009. Accanto ad aiuti d’urgenza e progetti sociali, sono 29 le strutture finora avviate (17 concluse e 12 in fase di realizzazione): scuole, centri di comunità, strutture di edilizia sociale e abitativa, strutture socio-caritative, ripristino e consolidamento spazi parrocchiali.
Quattro strutture. Nei prossimi mesi è previsto l’avvio di altre 25 strutture per un importo stimato di 15 milioni di euro. La scorsa settimana sono state inaugurate ben 4 strutture. La prima inaugurazione, martedì 15 giugno, è avvenuta nella periferia de L’Aquila, in località Torretta. Si tratta di due edifici realizzati anche con il contributo delle Caritas diocesane della Puglia e dell’Emilia Romagna: il centro minori “Casa Stella Polare”e la casa di accoglienza per le suore Alcantarine. L’opera, collocata su un terreno di proprietà della diocesi aquilana, è costituita da due corpi: uno andrà ad ospitare le suore francescane Alcantarine, che così potranno continuare ad occuparsi della cura e dello sviluppo dei giovani attraverso servizi di accoglienza e di carità; l’altro sarà un nuovo spazio rivolto ai minori. Questo servizio verrà attivato in collaborazione con la diocesi de L’Aquila, l’ordine dei Camilliani, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che si impegneranno, in primo luogo, a mettere in pratica il progetto “Rainbow”, una ricerca condotta su un campione di oltre settemila bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto. Inoltre, saranno promosse attività di formazione rivolte ai pediatri di famiglia e agli insegnanti, agli educatori, agli animatori giovanili. Lo stesso giorno, in località San Giacomo, è stato consegnato, inoltre, un Centro della comunità. Si tratta di una struttura con ampi spazi multifunzionali, adatti per attività sociali, culturali, pastorali e ricreative tese a riaggregare e rafforzare il tessuto sociale. Sono previsti anche due spazi abitativi da destinare alle fasce deboli della popolazione: anziani, donne sole con figli o studenti.
Luce per tutti. “Dobbiamo imparare ad essere luce per gli altri, e questo è lo scopo di una scuola che offre una base importantissima per la crescita umana delle persone”. Con queste parole mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, ha inaugurato nella mattina di sabato 19 giugno, la scuola primaria e dell’infanzia di Poggio di Roio (L’Aquila), dedicata a don Primo Mazzolari. Dopo il terremoto, Caritas italiana ha deciso d’intervenire ricostruendo una scuola che costituirà un punto di riferimento per la ricostruzione del tessuto comunitario; al suo interno si potranno realizzare anche attività socio-culturali e aggregative. La struttura è stata realizzata con il contributo delle Caritas diocesane del Triveneto e della Campania. “Subito dopo il terremoto – ha spiegato mons. Bressan al SIR – attraverso la presenza di più di duecento volontari abbiamo portato aiuto ad una comunità che si trovava in grande difficoltà. Oltre a questo edificio scolastico, stiamo realizzando anche appartamenti e centri di comunità”. Presenti all’inaugurazione anche il direttore di Caritas italiana, mons. Vittorio Nozza, i delegati regionali delle Caritas del Triveneto e della Campania, il cancelliere della diocesi de L’Aquila, don Sergio Maggioni, l’assessore comunale Pierluigi Pezzopane. A conclusione della cerimonia, un rappresentante dell’Age (Associazione italiana genitori) ha consegnato al dirigente scolastico una donazione da parte di genitori e insegnanti d’Italia, per l’acquisto di materiale didattico.
Reagire con fede. Nel pomeriggio dello stesso giorno (19 giugno) è stato inaugurato anche un Centro di comunità a Bagno, presso la parrocchia di Santa Maria, a pochi chilometri da L’Aquila. Sono state realizzate sale multifunzionali per attività sociali, culturali, pastorali e ricreative, locali per accoglienza, spazi comuni, locali tecnici, cucina e servizi. Il parroco di Bagno, don Luciano Bakale, nel ringraziare la Caritas ha sottolineato che “la vera carità consiste nel dare a chi ha più bisogno. Pensavamo che il terremoto ci avesse tolto tutto. E invece questo centro sarà raggio di luce per l’intera popolazione”. All’inaugurazione era presente anche l’arcivescovo de L’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, che ha ribadito la necessità di avere luoghi come questo “per permettere alla gente di ritrovarsi e sentirsi ancora comunità”. L’arcivescovo ha invitato i presenti a non scoraggiarsi, a distinguersi da chi sa solo lamentarsi, “reagendo con la fede nel cuore, avendo più speranza da donare anche agli altri; perché solo se siamo uniti potremo vincere questa grande sfida. Altrimenti sarà una sconfitta per tutti”. Nel consegnare alla comunità questo nuovo centro, don Dionisio Rodriguez, responsabile della Caritas diocesana aquilana, ha dichiarato al SIR che “quanto realizzato è stata una bella esperienza di Chiesa, perché qui la condivisione si è tramutata in un’opera che lascerà un segno sul territorio”.