meeting di rimini

Questa inquietudine

Desiderio di cose grandi: il tema della XXXI edizione

"Il cuore dell’uomo desidera cose grandi, ed è proprio questa inquietudine, questa sete di infinito" che "lo spinge al compimento di sé" contraddicendo "la concezione puramente materialistica della vita" che oggi rischia di cancellarne "l’umanità". Emilia Guarnieri, da 18 anni presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, ha spiegato così il 10 giugno a Roma il tema della XXXI edizione dell’evento "Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore", in programma a Rimini dal 22 al 28 agosto. Oltre cento gli incontri in calendario: dibattiti, conferenze, mostre, spettacoli e manifestazioni sportive. Il dialogo cattolici-ortodossi, la libertà religiosa e la responsabilità "politica" degli Stati, la presenza religiosa nello spazio pubblico, la tutela della vita, l’educazione, l’informazione, la riforma della giustizia e il rapporto tra economia e società saranno alcuni dei temi affrontati. Il programma completo è su www.meetingrimini.org.  

Tra Ulisse e Caligola. Inaugurando l’incontro romano, ospitato dall’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, Guarnieri ha affermato, riprendendo il titolo della conversazione in programma il primo giorno del Meeting con la presidente d’Irlanda Mary McAleese: "Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo". La stessa giornata si concluderà con lo spettacolo "Caligola e la luna", tratto dal celebre dramma di Albert Camus, nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla morte, perché, ha precisato la presidente della Fondazione, "il desiderio della luna di Caligola, così come la volontà dell’Ulisse dantesco di oltrepassare le colonne d’Ercole", dicono "l’ardente anelito di ricerca che per i cristiani è sostenuto dalla speranza di una risposta intravista, quella della fede", ma che "è presente in tutti gli uomini e può aiutarli ad incontrarsi".

I sei "segreti. Sei, secondo Joseph H.H.Weiler, University Professor – New York University, da anni affezionato frequentatore del Meeting, i "segreti" del successo dell’appuntamento, "straordinaria combinazione di vitalità e gravitas". Anzitutto "la sua unicità", ossia l’essere "una festa per la mente e per l’anima allestita nello spazio e con i numeri di una fiera commerciale". Quindi "la sua apertura intellettuale" che testimonia "fiducia e impegno nella ricerca della verità", e il suo spirito "pro-life" nel quale "si incontrano e incrociano tutte le generazioni". "Una sorta di gravitas, di sottesa serietà", e la sua "gratuità, espressa in una civiltà dominata prepotentemente dall’io dalla presenza di migliaia di volontari," sono ulteriori "ingredienti" di successo. Infine "lo spirito di don Giussani che continua ad aleggiare anche grazie al suo successore, don Carrón".

Religione e diplomazia. Sull’importanza del dialogo interreligioso come "strumento di comprensione reciproca tra aree e culture diverse" e, quindi, "di diplomazia preventiva", si è soffermato il ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, definendolo "fondamentale per costruire un concetto di pace adeguato alle sfide del XXI secolo”. "Se facessimo nostre le parole del Santo Padre a Cipro – ha aggiunto – daremmo in importante contributo al dialogo israelo-palestinese" e "una garanzia di stabilità al processo di pace". All’indomani dell’adozione da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu di nuove sanzioni contro l’Iran, Frattini ha detto che l”Italia le "sostiene con convinzione, ma riterrebbe catastrofico un attacco militare" contro il Paese. “Approvo – ha dichiarato – la scelta della mano tesa di Obama all’Iran. Il dialogo però non può essere uno strumento per allontanare le proprie responsabilità. Al dialogo vanno unite le pressioni"; in questo caso "le sanzioni intese come strumento per avvicinare, e non per allontanare il negoziato”. Dal dialogo interreligioso alla libertà religiosa: “Credo si debba dire con chiarezza – ha sostenuto il titolare della Farnesina – che la questione della libertà religiosa, che non è solo libertà di culto ma anche di espressione pubblica del proprio credo, è una questione che riguarda un diritto fondamentale della persona umana". Come tale “non può essere rispettato solo in parte: o viene rispettato pienamente o viene violato”. Per questo, ha aggiunto, "aspettiamo con fiducia, il 30 giugno, la decisione della Grande Chambre” della Corte europea per i diritti dell’uomo sul ricorso presentato dall’Italia contro la sentenza emessa da quest’ultima, lo scorso novembre, sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Nel rammentare che altri dieci Paesi europei "vogliono intervenire in giudizio a sostegno della tesi dell’Italia", Frattini ha criticato la scelta di "grandi Paesi che hanno preferito rimanere in silenzio" e ha ammonito: "Ci battiamo affinché in Europa non sia vietata la costruzione di moschee; dovremmo impegnarci allo stesso modo perché altrove non venga proibita la costruzione di chiese". Infine l’annuncio che in settembre l’Italia proporrà all’Assemblea generale dell’Onu l’adozione di una risoluzione contro le discriminazioni per motivi religiosi.