benedetto xvi a cipro

L’incrollabile impegno

Il secondo giorno del viaggio apostolico

L’incontro con le autorità civili e il corpo diplomatico nel giardino del palazzo presidenziale, l’incontro con la comunità cattolica di Cipro nel campo sportivo della scuola elementare di St. Maron, la visita di cortesia a Chrysostomos II, arcivescovo di Cipro nell’arcivescovado ortodosso, la santa messa con sacerdoti, religiosi, religiose, diaconi, catechisti ed esponenti di movimenti ecclesiali di Cipro nella chiesa parrocchiale latina di Holy Cross. A Nicosia sono stati questi i quattro momenti centrali della seconda giornata del viaggio apostolico di Benedetto XVI a Cipro, il 5 giugno.

Le tre vie. "Ciascuno di voi nella vita di pubblico servizio dev’essere impegnato a servire il bene degli altri nella società, a livello locale, nazionale ed internazionale. Si tratta di una nobile vocazione, stimata dalla Chiesa", ha detto il Papa ad autorità civili e diplomatici. "Come servitori pubblici – ha aggiunto – voi conoscete l’importanza della verità, dell’integrità e del rispetto nel vostro relazionarvi con gli altri". Per il Pontefice, "la rettitudine morale e il rispetto imparziale degli altri e del loro benessere sono essenziali al bene di qualsiasi società". Per "promuovere la verità morale nel mondo della politica e della diplomazia a livelli nazionali ed internazionali" il Papa ha suggerito tre vie: "Agire in modo responsabile sulla base della conoscenza dei fatti reali", "destrutturare le ideologie politiche che altrimenti soppianterebbero la verità", "uno sforzo costante per fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale".

Un cuor solo e un’anima sola. "In questa storica occasione della prima visita del vescovo di Roma a Cipro, vengo a confermarvi nella vostra fede in Gesù Cristo e ad incoraggiarvi a rimanere un cuore solo ed un’anima sola nella fedeltà alla tradizione apostolica": così il Santo Padre si è rivolto alla comunità cattolica di Cipro. Data la "particolare situazione" dell’Isola, Benedetto XVI ha invitato a ricercare "una maggiore unità nella carità con gli altri cristiani e il dialogo con coloro che non sono cristiani". "Nella vostra particolare situazione – ha evidenziato –, voi siete in grado di portare un contributo personale al raggiungimento di una maggiore unità cristiana nella vita quotidiana". Guardando al dialogo interreligioso "questo è un altro campo nel quale i cattolici di Cipro spesso vivono situazioni che offrono loro delle opportunità per una giusta e prudente azione. Solo attraverso un paziente lavoro di reciproca fiducia può essere superato il peso della storia passata, e le differenze politiche e culturali fra i popoli possono diventare un motivo di operare per una maggiore comprensione".

Lavorare per la pace. "Possa lo Spirito Santo guidare e confermare questa grande iniziativa ecclesiale, che mira a ricomporre la piena e visibile comunione tra le Chiese dell’Oriente e dell’Occidente, una comunione che deve essere vissuta nella fedeltà al Vangelo e alla tradizione apostolica, in modo che apprezzi le legittime tradizioni dell’Oriente e dell’Occidente, e che sia aperta alla diversità dei doni tramite i quali lo Spirito edifica la Chiesa nell’unità, nella santità e nella pace". Questo auspicio il Papa lo ha rivolto a sua beatitudine Chrysostomos II, riferendosi alla Commissione internazionale per il dialogo teologico. "Cipro – ha proseguito il Pontefice – è tradizionalmente considerata parte della Terra Santa, e la situazione di continuo conflitto nel Medio Oriente dev’essere un motivo di riflessione per tutti i fedeli cristiani. Nessuno può rimanere indifferente alla necessità di offrire sostegno in ogni maniera possibile ai cristiani di quella tormentata regione, affinché le sue antiche Chiese possano vivere in pace e prosperità. Le comunità cristiane di Cipro possano trovare un ambito molto fruttuoso per la cooperazione ecumenica, pregando e lavorando insieme per la pace, la riconciliazione e la stabilità nelle terre benedette dalla presenza terrena del Principe della pace".

Segno di speranza. La croce, ha osservato il Santo Padre, nella messa che ha concluso la sua seconda giornata a Cipro, "non è un distintivo di appartenenza a qualche gruppo all’interno della società", essa "parla di speranza, parla di amore, parla della vittoria della non violenza sull’oppressione". Un mondo senza croce "sarebbe un mondo senza speranza, un mondo in cui la tortura e la brutalità rimarrebbero sfrenati, il debole sarebbe sfruttato e l’avidità avrebbe la parola ultima". Poi ha rivolto un pensiero ai "molti sacerdoti e religiosi del Medio Oriente che stanno sperimentando in questi momenti una particolare chiamata a conformare le proprie vite al mistero della croce del Signore". "Un sacerdote, una comunità religiosa, una parrocchia che rimane salda e continua a dar testimonianza a Cristo è un segno straordinario di speranza non solo per i cristiani, ma anche per quanti vivono nella Regione – ha sottolineato il Papa –. La loro sola presenza è un’espressione eloquente del Vangelo della pace, della decisione del Buon Pastore di prendersi cura di tutte le pecore, dell’incrollabile impegno della Chiesa al dialogo, alla riconciliazione e all’amorevole accettazione dell’altro".