DON MARIO PICCHI

Un’impronta indelebile

Domani i funerali nella basilica di San Giovanni in Laterano

È morto all’ospedale Fatebenefratelli di Roma nel pomeriggio di sabato 29 maggio don Mario Picchi, fondatore e presidente del Centro italiano di solidarietà (Ceis – www.ceis.it). Aveva 80 anni. I funerali saranno celebrati dal vicario del Papa per la diocesi di Roma, card. Agostino Vallini, martedì 1° giugno, alle 11.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Lottò contro la tossicodipendenza. Nato a Pavia nel 1930, sacerdote dal 1957, dopo 10 anni in Piemonte, in particolare come viceparroco a Pontecurone, viene chiamato a Roma come cappellano del lavoro presso la Pontificia opera di assistenza. Nel 1968 comincia a riunire e ad animare i primi gruppi di volontariato, e da quelle iniziative prende corpo il Ceis. Negli anni Settanta la sua attenzione si dirige principalmente verso il problema della tossicodipendenza: a Roma e nei Comuni limitrofi attiva servizi e programmi educativo-terapeutici per persone tossicodipendenti e per i loro familiari, ispirati a una precisa filosofia d’intervento, chiamata "Progetto Uomo". L’esperienza e i sistemi formativi del Ceis promuovono, in molti Paesi, la nascita di decine di programmi e associazioni che si collegano al "Progetto Uomo". In Italia la maggior parte di queste associazioni è riunita nella Federazione italiana delle comunità terapeutiche (Fict), di cui il sacerdote sarà presidente fino al 1994. Don Picchi viene chiamato a far parte di commissioni istituite dal Governo e da Enti locali, mentre in ambito internazionale, nel 1985, il Ceis è riconosciuto come organizzazione non governativa dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Ha vissuto per gli altri. "La gratitudine della Chiesa di Roma per don Mario è grande per il bene che ha compiuto nella sua vita: ha vissuto spendendosi per gli altri, in modo speciale per i più poveri ed emarginati, in una carità operosa che ha posto al centro la persona umana nella sua integralità". Così il Vicariato di Roma, in una nota, esprime "il cordoglio e il dolore della comunità diocesana" per la morte di don Picchi. "Al suo esempio, in un tempo di emergenza educativa e di diffuso disagio giovanile, siamo invitati a guardare – prosegue il Vicariato – per un nuovo slancio nell’impegno di educazione e di accompagnamento delle nuove generazioni". "Cordoglio e fraterna comunione" giungono anche dall’Opera don Orione, che in un comunicato a firma del superiore generale, don Flavio Peloso, ricorda come don Picchi fosse "della diocesi di Tortona, come san Luigi Orione", e "come lui visse la passione per il riscatto di chi è ferito e rifiutato". "Don Mario Picchi – evidenzia don Peloso – è un altro bel frutto della Chiesa italiana che, attraverso molti dei suoi sacerdoti, sa entrare nella concretezza e talvolta anche negli abissi dell’uomo e della società".

Un giorno vedrò questo gruppo allontanarsi da me… Un ringraziamento al sacerdote che ha lasciato "un’impronta indelebile" viene dagli operatori, amici, famiglie e volontari del Ceis. "I nostri cuori, ora gonfi di dolore e di nostalgia, ti sono grati per quello che ci hai insegnato, per l’esempio che ci hai mostrato, per la voglia di vivere che hai saputo restituire a tanti di noi, per i semi del bene che hai fatto fruttificare in tutto il mondo". Diceva don Picchi, pensando alla realtà da lui fondata: "Siamo un gruppo di poveri per le strade del mondo. E un giorno vedrò questo gruppo allontanarsi da me e proseguire il suo cammino. Vorrei che fosse sempre presente, in questo continuo andare, la fede nella capacità dell’uomo, di qualsiasi uomo; la speranza che ha origine dalla convinzione di poter fare bene se ci s’impegna davvero; la carità che nasce dall’amore per l’incontro e dall’attenzione per ogni sorriso e per ogni carezza che si può dare e ricevere arricchendo la vita di tutti noi". "È questo ora – concludono quanti hanno lavorato con lui al Ceis – il nostro impegno nel tuo nome e nel segno del ‘Progetto Uomo’, con l’aiuto di Dio e di tutti gli uomini di buona volontà".