CRISI ECONOMICA

Non tutto è merce

Pontificia Accademia delle Scienze Sociali

La crisi economica attuale ha le sue "radici" nel settore finanziario, e in particolare nel passaggio da "un’economia basata sulla reale produzione di beni ad un’economia basata sulle attività speculative dominate dall’avidità". A ribadirlo è stata Mary Ann Glendon, presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, durante la conferenza stampa svoltasi il 5 maggio in sala stampa vaticana, a conclusione dell’assemblea plenaria 2010, sul tema: "Crisi nell’economia globale: ri-programmare il percorso". "La fragilità del sistema economico – ha spiegato Glendon – era in parte la conseguenza di uno sbilanciamento sulle attività speculative finanziarie, separate dalle attività produttive nell’economia reale". Di qui il pericolo di una sorta di "finanziarizzazione" delle relazioni umane, in cui "le attività umane, perfino in famiglia, sono ridotte alla semplice dimensione commerciale". Un rischio, questo, che corrono anche le aziende, "quando l’impresa cessa di essere un’associazione di persone e diventa invece una merce". Tra le prospettive d’impegno della Pontificia Accademia delle scienze sociali, la presidente ha citato la riflessione sulla "Pacem in terris" di Giovanni XXIII, a 50 anni dalla sua pubblicazione, per "fare il punto" sulla situazione dei diritti umani nel mondo e "sulle sfide da raccogliere per continuare a promuoverli". All’assemblea hanno partecipato come ospiti anche Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial stability board, e Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari.

No al "protezionismo" dei Paesi ricchi. "Oggi la maggior parte della ricchezza è specialmente concentrata nei Paesi ricchi, e la sfida da raccogliere è quella di chiedersi come trasferire ricchezza nei Paesi poveri, evitando il protezionismo dei Paesi ricchi verso di essi". Lo ha detto José T.Raga, docente di economia all’Università Complutense (Spagna), coordinatore della plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali. Come si può, in tempi di crisi, favorire la solidarietà non solo tra Paesi, ma all’interno delle generazioni? "Combattendo prima di tutto l’aumento del deficit pubblico", ha detto l’esperto rispondendo alle domande dei giornalisti: "L’eccesso di spesa attuale crea un debito per le future generazioni, che non potranno pagarlo, e questo è motivo di grande preoccupazione". Quella attuale è infatti "molto più che una crisi economica": tra i vari aspetti della crisi, per Raga, "il denominatore comune è il prezzo del materialismo, che spinge a vivere al di sopra delle proprie possibilità e provoca l’indebolimento delle famiglie. La crisi non potrà essere superata se non si va alle sue cause, e non si recuperano i valori spirituali".

Puntare sull’energia pulita. "Tutto il nord Europa pensa che con l’energia pulita del mare, del sole, del vento, si possa arrivare a produrre il 40% dell’energia europea". A ricordarlo è stato mons. Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia, rispondendo alle domande dei giornalisti. "La crisi attuale – ha detto – può essere anche un’occasione positiva per essere più trasparenti e modernizzare settori come quello dell’energia, degli alimenti, delle costruzioni", attraverso "le nuove forme di agricoltura, i nuovi organismi internazionali in grado di controllare i prezzi, le nuove forme di produzione delle macchine". Quanto a disastri ambientali come quello che in questi giorni ha colpito il Messico, Sorondo ha commentato: "L’unica strada per cercare di evitarli è che la gente si convinca che l’energia pulita, che è la forma di energia più antica ma anche quella più moderna, è la via da percorrere".

Verso una riforma dei mercati. "Una riforma dei mercati finanziari che renda le agenzie di rating più trasparenti, aumenti la copertura del rischio nelle transazioni di reddito e limiti l’influenza del rate sulle operazioni finanziarie". Queste, si legge nelle conclusioni dell’assise vaticana, alcune misure auspicate per uscire dalla crisi in corso. I governi, da parte loro, devono affrontare l’"impopolare misura della riduzione del debito pubblico tagliando la spesa pubblica e aumentando leggermente le tasse". "Riferendosi alla crisi greca – ha spiegato Glendon – i nostri esperti e ospiti hanno discusso del recente pacchetto di misure adottato e della possibilità che l’Europa abbia bisogno di nuove strutture, non escludendo la possibilità di un nuovo Trattato per rendere più sicura la moneta unica". Sulla scorta della terza enciclica del Papa, "Caritas in veritate", la presidente della Pontificia Accademia ha auspicato una "regolazione più forte della finanza internazionale", che vada in particolare nella direzione di "una maggiore trasparenza degli strumenti finanziari".