TAIZÉ
Rotterdam: 33° ”pellegrinaggio della fiducia”
(Rotterdam 30 dicembre, dall’inviata di SIR Europa) Dal 28 dicembre 30 mila giovani, soprattutto europei ma anche di altri continenti, si trovano a Rotterdam per il 33° "pellegrinaggio della fiducia" animato dalla comunità di Taizé. All’incontro partecipano circa 10 mila olandesi, mentre la presenza più massiccia è quella di giovani provenienti dalla Polonia, Paese dove si è svolto il meeting l’anno scorso (a Poznan), con quasi 6 mila persone; notevole anche la rappresentanza di ucraini (1.700), croati (1.300) e francesi (1.300), seguiti da italiani e spagnoli (1.200 partecipanti per ciascuna nazionalità). All’evento prendono parte anche giovani provenienti da altri continenti, soprattutto dal Sud America, e in particolare da Cile (dove si è appena svolto un incontro, sempre organizzato dai fratelli di Taizé, dall’8 al 12 dicembre), Bolivia, Brasile, Porto Rico, Cuba, Repubblica Domenicana, Argentina, Honduras e perfino tre ragazzi di Haiti, che attualmente vivono a Taizé. Proprio una di loro, la giovane Christina Saintelot, ha preso la parola nel momento di preghiera in comune allo Sportpaleis, lo spazio più grande all’interno del Parco delle Esposizioni Ahoy, ringraziando tutti i presenti per la "solidarietà" dimostrata fino a questo momento. "Tante persone nel mondo ha sottolineato Saintelot aiutano il nostro Paese. Ma sappiate anche che la ricostruzione di Haiti deve venire da noi. Nel nostro Paese molti giovani sono pronti ad assumersi delle responsabilità. Noi ci stiamo preparando. Grazie per il vostro sostegno, grazie perché pregate per noi e perché non dimenticate Haiti".
Gli appuntamenti. Ad Ahoy si svolgono i momenti comuni di preghiera alle 13 e alle 19 e si consumano i pasti. All’arrivo a Rotterdam i ragazzi hanno ricevuto la “Lettera dal Cile” scritta da frère Alois, priore di Taizé, attraverso la quale sono stati invitati a riflettere sulla gioia e sulla solidarietà con coloro che soffrono, “una gioia che resiste allo scoraggiamento”. Il Parco delle Esposizioni è anche sede di alcuni degli incontri tematici che si svolgono nel pomeriggio, mentre altri appuntamenti si tengono in luoghi diversi della città, tra cui la chiesa ortodossa russa, la chiesa anglicana di St. Mary, la Chiesa scozzese internazionale e la moschea Mevlana; questi incontri sono animati da alcuni fratelli di Taizé e da persone impegnate sul territorio: il sindaco della città, vescovi, pastori e politici olandesi, che danno il loro contributo per aiutare i giovani a riflettere sul proprio cammino e impegno nella Chiesa e nella società.
La risposta della città. Al mattino i giovani hanno momenti di preghiera e di riflessione nelle parrocchie di Rotterdam: tra cattolici e protestanti sono circa 150 i "punti di accoglienza" distribuiti in tutta la città, mentre oltre 10 mila famiglie hanno accolto uno o due giovani. La risposta di Rotterdam è stata sorprendente: oltre il 90 per cento dei ragazzi è sistemato nelle case. Anche alcune famiglie musulmane hanno accolto i ragazzi: la presenza degli immigrati è notevole a Rotterdam e lo stesso sindaco, Ahmed Aboutaleb, che ha incoraggiato e fortemente voluto questo incontro, è di origine marocchina. Il sito della tv olandese Rtv Rymond riporta la testimonianza di una famiglia: "Noi stiamo ospitando due ragazzi. Siamo musulmani. È veramente speciale che un incontro di questo genere si svolga a Rotterdam: dimostra che attraverso la fede tu puoi mettere insieme persone provenienti da differenti religioni e culture, che sono perfettamente capaci di vivere insieme in armonia. Non è così difficile, basta volerlo veramente. In questi giorni ci stiamo impegnando a sostenere i giovani che partecipano al pellegrinaggio e a offrire loro una calda accoglienza nella nostra casa". Nonostante il freddo e la neve, la città imbiancata e ancora nel clima natalizio sembra accogliere bene i rumorosi gruppi dei ragazzi che sciamano per le vie del centro e nella metropolitana, tutti infagottati ma pieni di allegria. Vanno in giro con zaini, stuoie per pregare nel modo più comodo possibile e chitarre: sono tranquilli e sorridenti anche se non possono trattenersi dal cantare, ognuno nella propria lingua, quando prendono i mezzi pubblici e si ritrovano tutti insieme.
Voci dall’Italia e dall’Europa. Dall’Italia sono arrivati circa 25 pullman partiti da vari punti del Paese. Un gruppo molto numeroso, una quarantina di persone, viene dalla parrocchia di San Floriano di Olmi, in provincia di Treviso, dove c’è una tradizione di preghiera cittadina ispirata a Taizé che dura almeno da vent’anni. Laura Santorelli ha 24 anni e partecipa ai pellegrinaggi europei da quando ne aveva 15: "Sono un capo scout racconta e ho portato anche dei ragazzi del gruppo che seguivo. Questi incontri europei sono per me momenti molto importanti perché mi aiutano a ritornare alle sorgenti della fede: incontrare poi giovani che a volte non sono cattolici, ma protestanti e ortodossi, sentirsi reciprocamente accolti e costruire un rapporto immediato, non è da poco". Elia Porcellato, di 25 anni, racconta che "nella nostra parrocchia siamo impegnati con tante attività rivolte soprattutto ai bambini e ai giovani, ma anche ai loro genitori, e abbiamo creato un’associazione per la formazione culturale e spirituale. Momenti d’incontro e preghiera come questi servono per fermarsi, fare silenzio e soprattutto ristorarsi". Anche Giulia Berto, che è animatrice di un gruppo di ragazzi di terza media e prima superiore, ha partecipato a vari incontri europei. "Questo è il sesto per me dice e sono molto colpita dal lato umano di queste esperienze. Con alcune delle famiglie che mi hanno ospitato sono rimasta in contatto nel tempo, si è formata una bella amicizia". Per le giovanissime Matqorzata Adamonicz e Monika Kulchinska, polacche di 17 anni, questo è il primo incontro europeo "di cui abbiamo sentito parlare raccontano dal nostro preside, che è un sacerdote. È un momento speciale questo, perché ci permette di riscoprire Dio e la fede attraverso la preghiera e nello stesso tempo ci fa incontrare persone che hanno la loro religione e le loro tradizioni". Rangel Geevman è un frate francescano olandase, uno dei molti religiosi presenti, che fa accoglienza nella sua parrocchia e osserva che "Rotterdam è una grande città dove è facile arrivare e muoversi; offre molte possibilità ed è molto internazionale". Per il frate "questo incontro è positivo per tutte le chiese cristiane, non solo quelle cattoliche, perché ti fa vedere l’altro lato della cristianità, il volto ecumenico. Non importa da quale chiesa vieni o quale è la tua tradizione: tutti sono accolti e pregano insieme". Per Stefan Janssens, 34 anni, belga, questo è il primo pellegrinaggio di fiducia europeo: "Sono stato a Taizé dice e sono venuto qui per ritrovare quel clima di preghiera, canto in comune e incontro con tante persone diverse. Per me non c’è niente di più importante che incontrare altri giovani come me in cammino di fede e spero che a Madrid, dove andrò quest’estate per la Gmg, ci sia la stessa atmosfera".