UNITÀ D'ITALIA

Tradizione e progetto

Pagine da leggere, pagine da scrivere

Fin dal titolo il decimo forum del progetto culturale assume una prospettiva non scontata: "Nei 150 anni dell’Unità d’Italia. Tradizione e progetto".
Si tratta infatti di cogliere le molteplici componenti non solo del processo di unificazione ma anche della storia unitaria. Si produsse, come disse un grande cattolico risorgimentale, Cesare Balbo, un "pratico miscuglio" di diversi elementi, culturali, politici, istituzionali, che non si può non comprendere in un quadro almeno europeo. L’equilibrio di queste componenti, prima negli anni accelerati dell’unificazione, poi nell’arco di un secolo e mezzo, ha subito diverse variazioni: si può dire che, ad ogni passaggio storico – e anche oggi siamo a un tornante significativo – si tratta di raggiungere un nuovo equilibrio.
Ecco, allora, le due parole del sottotitolo: "Tradizione e progetto". È necessario lavorare sul patrimonio, cioè essere consapevoli del patrimonio italiano, e di traguardarlo sul presente e sul futuro. Bisogna leggere, cioè, i molteplici elementi dell’unità e proiettarli in una situazione in mutamento rapido e non sempre chiaro. Da questo punto di vista le quattro relazioni introduttive elaboreranno i materiali su cui articolare la discussione tra gli oltre 150 partecipanti.
I cattolici e la Chiesa sono un elemento essenziale di questo percorso, anche nelle diverse articolazioni del rapporto con lo Stato unitario che si sono successivamente determinate. I gruppi di discussione metteranno esplicitamente a tema questa particolare forma di soggettività. L’esito immediato dell’unificazione, con la famosa protesta di papa Pio IX, non può infatti fare dimenticare che il Risorgimento è stato uno dei frutti più evidenti della presenza, del pensiero e dell’azione dei cattolici nella vita civile italiana. Così la stagione dell’intransigentismo, pur nel "conflitto" politico, moltiplica le forme moderne ed efficaci della presenza dei cattolici nella società. Dà voce alle aspirazioni del popolo, creando un "movimento cattolico", che poi assumerà la guida del governo dopo la caduta del regime fascista.
Anche questa stagione si è chiusa. Sul "dopo" la partita è aperta, come si è visto alla recente Settimana Sociale di Reggio Calabria. Il forum non ha certo obiettivi operativi, ma piuttosto di aiutare l’elaborazione e la discussione. Uno degli obiettivi essenziali del progetto culturale, superando antiche sindromi di subalternità e di conflittualità interna è proprio sviluppare una cultura che non sappia solo "leggere", cioè discernere la situazione, ma anche "scrivere", cioè supportare la proposta.
Certo è che questa nostra Italia, proprio in questa occasione del centocinquantesimo, è chiamata a rispondere alla domanda sulla voglia d’investire e sulle prospettive di futuro. La risposta positiva non è scontata. Forse è necessario aiutarla, creandone ancora una volta e prima di tutto le condizioni culturali e morali.


Scheda: il decimo forum del progetto culturale

Si aprirà giovedì prossimo, alle 15.30, con il saluto del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, il decimo forum del progetto culturale (2-4 dicembre, Roma: Complesso Santo Spirito in Sassia – Borgo S.Spirito) sul tema "Nei 150 anni dell’Unità d’Italia. Tradizione e progetto". Seguirà la presentazione, a cura del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, dei dieci forum che si sono svolti in passato. Modererà Eugenia Scabini, preside della Facoltà di psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel pomeriggio lo storico Andrea Riccardi interverrà su "Identità e missione", mentre il letterato Claudio Scarpati si soffermerà sul "patrimonio culturale". I "nodi di 150 anni di storia" e "sul presente e il futuro dell’Italia" verranno trattati rispettivamente dallo storico Agostino Giovagnoli e dal rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi. Al termine è previsto un dibattito.
Il secondo giorno di lavori si aprirà alle 9.30: la Chiesa e i cattolici in Italia; i cattolici e la cultura; le opere e la tradizione dei cattolici; i cattolici, la politica e le istituzioni sono le tematiche che verranno affrontate il 3 dicembre nel dibattito articolato per gruppi moderati da Sergio Belardinelli, Francesco Bonini, Francesco Botturi e Francesco D’Agostino. Nel pomeriggio del 3 dicembre, alle 15.30, è prevista la tavola rotonda con la partecipazione di Giuliano Amato, Dino Boffo, Lucio Caracciolo, Giuliano Ferrara sul tema "Nei 150 anni dell’Unità d’Italia". Modererà Paola Ricci Sindoni.
Il 4 dicembre il forum si concluderà con l’intervento del card. Camillo Ruini, presidente del Comitato per il progetto culturale. "Iniziati nel 1997, i forum sono stati occasione da un lato per superare quella duplice sindrome di conflittualità e di subalternità, che caratterizzò i dibattiti nel mondo cattolico per decenni, dall’altro poi per affrontare i grandi noti del dibattito culturale, a partire dai processi per cui si va non solo ripensando, ma ridefinendo l’umano", spiega Francesco Bonini, coordinatore scientifico del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, che "si vuole configurare come una ‘utilità di sistema’ della Chiesa nella società italiana". A partire dai 150 anni dell’Unità d’Italia, "assunti come dato di fatto", il forum si pone "l’obiettivo di rispondere, sulla base della consapevolezza dei nodi della storia e del patrimonio dell’identità, alla questione se questo Paese ha dinanzi a sé dimensioni di futuro e come sia possibile traguardarle dal punto di vista dell’elaborazione culturale e dell’ethos collettivo".