card. bagnasco
La presenza dei cristiani nella società civile
Il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, venerdì 12 novembre ha tenuto una conferenza a Spoleto sul tema "Il rapporto Chiesa e mondo nella modernità". Il porporato è stato il quinto ospite dei "Dialoghi del venerdì", iniziativa culturale promossa dall’arcidiocesi di Spoleto-Norcia e offerta alla città "per una crescita comune, per un approfondimento di tematiche attuali, per ricercare una salda piattaforma di valori morali e spirituali sui quali edificare una società a misura d’uomo". Hanno già dato il loro contributo: il card. Camillo Ruini, Ettore Gotti Tedeschi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi e padre Miguel Angel Ayuso Guixot. "Con i ‘Dialoghi del venerdì’ afferma mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia vogliamo andare incontro con simpatia alla società civile, alla polis. La riflessione su tematiche attuali, come quella affrontata dal card. Bagnasco, intende manifestare la compagnia che i cristiani assicurano alla città, al territorio, alla quotidianità della vita delle persone".
"Prigionieri della liberà". Il presidente della Cei nella sua relazione ha approfondito e spiegato con chiarezza e semplicità tematiche attuali e a volte di difficile comprensione come il dibattito sulle radici cristiane dell’Occidente, sulla separazione tra fede e ragione, sul mito del progresso, sulla differenza tra secolarizzazione e secolarismo, sulla presenza dei cattolici nella modernità. Il card. Bagnasco, nell’affermare che il fattore religioso incide nella formazione dei valori e della cultura, ha anche condiviso la preoccupazione di come la modernità si sia appiattita escludendo il trascendente, la grazia, negando la matrice cristiana dell’Occidente in nome di un pregiudizio ideologico. "Nella nostra società ha affermato – tende a prevalere il fascino del nichilismo, dove l’effimero ha il primato su tutto, dove non si assumono più impegni definitivi, dove ogni cosa è fugace e provvisoria. Oggi l’uomo è prigioniero della propria libertà, è chiuso in se stesso, contribuisce a generare una società vecchia. Il mito del progresso senza limiti, inarrestabile, toglie la speranza all’uomo, lo avvolge di delusione".
Con passione e convinzione. Per contrastare questa secolarizzazione, che inevitabilmente porta ad una solitudine senza futuro, i cristiani metteranno in campo tutto quello che possono in termini di passione educativa, di dedizione per la vocazione e la felicità delle società, in particolare delle nuove generazioni e delle famiglie. "È però necessario – ha ricordato il porporato – riscoprire la purezza della fede, della dottrina della Chiesa, dell’ortodossia. Non dobbiamo tacere le verità della nostra fede, ridurle, naturalizzarle. Al Vangelo non va tolta quella linfa di grazia che lo caratterizza. Dobbiamo, innanzitutto, rimettere al centro della nostra vita la preghiera e l’allenamento a pensare. Così la nostra presenza nella modernità sarà efficace, sarà veramente simile al sale che penetra nella terra e alla luce che illumina il mondo. Nella società civile noi cristiani ci stiamo con passione e convinzione". E qui il presidente della Conferenza episcopale italiana si è complimentato con l’iniziativa culturale "I dialoghi del venerdì" proposti dalla diocesi di Spoleto: "Sono momenti di confronto come questi, che fortunatamente vedo fiorire in tutta Italia, che ci permettono di stare all’interno della storia, di essere quel sale che penetra per far emergere la grazia".
Il ruolo delle parrocchie. Il card. Bagnasco ha anche ribadito il ruolo fondamentale delle parrocchie. Lui, che per trenta anni ha svolto il suo servizio pastorale in quelle di Genova, ha affermato che se non ci fossero mancherebbe, tanto alla Chiesa quanto alla società civile, quella fantasia e quell’originalità che va oltre gli uomini, oltre le loro fragilità e preoccupazioni. E secondo il cardinale è proprio nelle parrocchie che "i ragazzi devono sperimentare la bellezza dei rapporti in famiglia, che pongono limiti alla libertà. Con questi limiti, però, i nostri giovani cresceranno ancora più liberi, realizzeranno se stessi, saranno felici. Lo so che si tratta di un capovolgimento relazionale ha detto il cardinale – ma è morendo nella relazione che l’uomo si ritrova".
Il prossimo appuntamento. Il prossimo appuntamento con "I dialoghi del venerdì" della diocesi di Spoleto-Norcia è per venerdì 26 novembre alle 18, alla Scuola di Polizia di Spoleto. La relazione sarà tenuta da Antonio Zanardi Landi, ambasciatore d’Italia in Russia (fino al mese scorso ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede), che parlerà sul tema: "Italia Santa Sede, un dialogo costruttivo".