BENEDETTO XVI

Innalzare lo sguardo

I santi, i defunti, la strage nella cattedrale di Bagdad

"La solennità di Tutti i Santi, che oggi celebriamo, ci invita ad innalzare lo sguardo al Cielo e a meditare sulla pienezza della vita divina che ci attende". Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI, prima di recitare l’Angelus con i pellegrini giunti in piazza San Pietro malgrado la pioggia, in occasione della festa di Ognissanti.

Lo scopo di vita del cristiano. Richiamando le parole dell’evangelista Giovanni "Siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato", il Papa ha sottolineato che con esse l’apostolo "ci assicura la realtà del nostro profondo legame con Dio, come pure la certezza della nostra sorte futura. Come figli amati, perciò, riceviamo anche la grazia per sopportare le prove di questa esistenza terrena – la fame e sete di giustizia, le incomprensioni, le persecuzioni – e, nel contempo, ereditiamo fin da ora ciò che è promesso nelle beatitudini evangeliche, ‘nelle quali risplende la nuova immagine del mondo e dell’uomo che Gesù inaugura’". "La santità, imprimere Cristo in se stessi, è lo scopo di vita del cristiano", ha ricordato il Santo Padre. Non a caso, il beato Antonio Rosmini scriveva: "Il Verbo aveva impresso se stesso nelle anime dei suoi discepoli col suo aspetto sensibile … e con le sue parole … aveva dato ai suoi quella grazia … con la quale l’anima percepisce immediatamente il Verbo". "E noi – ha commentato il Pontefice – pregustiamo il dono e la bellezza della santità ogni volta che partecipiamo alla liturgia eucaristica, in comunione con la ‘moltitudine immensa’ degli spiriti beati, che in Cielo acclamano in eterno la salvezza di Dio e dell’Agnello". "Alla vita dei Santi – ha precisato Benedetto XVI – non appartiene solo la loro biografia terrena, ma anche il loro vivere ed operare in Dio dopo la morte. Nei Santi diventa ovvio: chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino".

Il ricordo dei defunti. "Consolati da questa comunione della grande famiglia dei santi, domani commemoreremo tutti i fedeli defunti – ha aggiunto il Papa -. La liturgia del 2 novembre e il pio esercizio di visitare i cimiteri ci ricordano che la morte cristiana fa parte del cammino di assimilazione a Dio e scomparirà quando Dio sarà tutto in tutti". La separazione dagli affetti terreni "è certo dolorosa – ha ammesso il Santo Padre -, ma non dobbiamo temerla, perché essa, accompagnata dalla preghiera di suffragio della Chiesa, non può spezzare il legame profondo che ci unisce in Cristo". L’eternità, ha evidenziato il Pontefice, non è "un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità". Alla Vergine Maria, "guida sicura alla santità", Benedetto XVI ha affidato "il nostro pellegrinaggio verso la patria celeste", invocando "la sua materna intercessione per il riposo eterno di tutti i nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione".

Basta con la violenza. Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha rivolto un pensiero all’attualità: "Ieri sera, in un gravissimo attentato nella cattedrale siro-cattolica di Bagdad, ci sono state decine di morti e feriti, fra i quali due sacerdoti e un gruppo di fedeli riuniti per la Santa Messa domenicale". Il Santo Padre ha pregato "per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione" ed ha espresso la sua "affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita", incoraggiando "pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza". Le parole del Pontefice giungono dopo che il viceministro dell’Interno ha aggiornato il precedente bilancio del blitz che parlava di una trentina di vittime. Ora si contano 52 morti e 67 feriti tra ostaggi, soldati iracheni e terroristi. Un bilancio che rischia di aggravarsi a causa di diversi feriti gravi. Tra le vittime anche 5 donne e 7 bambini che, secondo testimoni oculari, stavano cantando mentre è avvenuto l’attacco. "Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente – ha esortato il Pontefice -, vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!".

In compagnia dei santi. Nei saluti plurilingue, ha rinnovato a tutti l’invito a essere santi. Tra gli altri ai pellegrini polacchi ha detto: "In questo particolare giorno insieme con l’Apostolo Paolo auguro che siano ‘saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi’". In italiano, ha rivolto un saluto in particolare ai partecipanti alla manifestazione "La corsa dei Santi", promossa dai Salesiani per sostenere progetti di solidarietà in situazioni di estremo bisogno, come ad Haiti e in Pakistan, e al gruppo di ragazzi di Modena che si stanno preparando al sacramento della confermazione. "A tutti auguro pace e serenità nella spirituale compagnia dei santi", ha concluso.