TERZIGNO

La voce della Chiesa

Il Papa, il card. Sepe, la diocesi di Nola

"Il Santo Padre, che segue con paterna attenzione le preoccupanti notizie provenienti dal territorio di Terzigno, La prega di farsi interprete della Sua vicinanza spirituale nell’auspicio che, con il concorso e la buona volontà di tutti, sia trovata una giusta e condivisa soluzione al problema. Sua Santità volentieri imparte la Sua benedizione alle care popolazioni dell’area". È il testo del messaggio che Benedetto XVI ha inviato, sabato 23 ottobre, al vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, rivolto alle popolazioni di Boscoreale e Terzigno. La situazione in questi paesi, infatti, è molto tesa in questi giorni per l’ipotesi dell’apertura di una seconda discarica nella zona. Forte la protesta della gente, non sempre pacifica. Intanto, sabato 23, dopo un vertice tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i sindaci dei comuni interessati, l’ipotesi dell’apertura di cava Vitiello è stata al momento "congelata", ma alla gente questo non basta. Per le popolazioni locali l’idea di questa seconda cava deve essere abbandonata. Così anche nella notte tra sabato e domenica sono continuati gli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti.

Non si può tacere. "Un’ennesima emergenza" che sa di "beffa": così ha definito, sabato 23 ottobre, quello che sta accadendo a Terzigno e Boscoreale il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante la messa di ringraziamento per la canonizzazione di madre Giulia Salzano. "I cumuli di immondizia sono ritornati a deturpare non solo il volto e il decoro della Città, ma la dignità dei suoi abitanti, mentre a pochi chilometri di distanza esplode, in maniera violenta, la protesta di intere popolazioni preoccupate per l’utilizzazione di nuove discariche sul proprio territorio", ha ricordato il porporato. Di fronte a ciò che sta accadendo, ha aggiunto, "la Chiesa – e parlo anche a nome dei vescovi della Campania – non ha titolo per parlare di soluzioni tecniche: non c’è affatto bisogno di un’altra voce che si aggiunga alle altre, mentre ancora subiamo quella sorta di paralisi che impedisce di compiere anche il più piccolo passo in avanti". Tuttavia, ha spiegato il cardinale, "la Chiesa non può tacere, perché anche il silenzio sarebbe colpevole rispetto alla visione – ancora più importante e decisiva – del futuro di questa nostra terra. Viene facile, soprattutto di fronte alle nauseabondi suggestioni del ‘dramma rifiuti’, accorciare il passo verso una deriva, anch’essa generalizzata, e senza ritorno. L’orlo del precipizio, lo vediamo da molti segni, non è forse lontano". Ma è proprio in momenti come questi, ha assicurato, che "la voce della Chiesa è chiamata a levarsi alta e forte per richiamare al coraggio". "C’è forse chi – come le forze del male e della violenza – appare pronto a dare l’ultima spallata o il colpo di grazia, perché tutto precipiti e il caos regni su tutto. E non mancano neppure, come sempre nei momenti delle crisi più acute, coloro che invitano a desistere, a considerare tutto il territorio come una specie di ‘pratica chiusa’ e abbandonarlo, andare a vivere oltre – ha denunciato il card. Sepe -. Napoli non è e non sarà mai una ‘partita persa’. Nessuna emergenza può arrivare a scalfire quel sentimento, allo stesso tempo ordinario ed estremo, come la speranza".

La Chiesa è vicina. "La Chiesa di Nola tutta (vescovo, parroci e sacerdoti di Boscoreale e di Terzigno, fedeli laici delle comunità parrocchiali) è molto preoccupata per quanto sta accadendo in questi giorni a Boscoreale e a Terzigno. Dopo la improvvisa e inopportuna notizia dell’apertura della seconda discarica, è esplosa, incontrollata, una vera guerriglia urbana che sta sconvolgendo tutti i comuni vesuviani". Lo si legge in un comunicato diffuso venerdì 22 ottobre dall’Ufficio per i Problemi sociali e il lavoro la giustizia e la pace, la salvaguardia del Creato, diretto da don Aniello Tortora. "Il nostro Pastore, mons. Beniamino Depalma, sempre vicino alla sua gente e solidale con un popolo che rivendica solo, con dignità, il diritto alla salute e alla salvaguardia del proprio ambiente, già con forza aveva lanciato nei giorni scorsi il suo appello alle Istituzioni perché ascoltassero il grido di dolore di quanti vogliono difendere il proprio territorio", ha chiarito don Tortora nella nota. La Chiesa di Nola "esprime la propria vicinanza alle popolazioni vesuviane, che stanno vivendo momenti terribili e drammatici, e invita tutti alla calma, alla ragionevolezza, alla non violenza – prosegue il comunicato -. E’ giusta la protesta, ma, come è stato fatto finora da gente onesta e pacifica, bisogna far sentire la propria voce senza ricorrere alla violenza e nei limiti nella legalità". Nello stesso tempo "la Chiesa di Nola lancia un ulteriore appello alle Istituzioni, perché prestino ascolto alle validissime ragioni della gente vesuviana. L’apertura di un’altra discarica sarebbe provocare la morte definitiva di un territorio dove va rilanciato con forza lo sviluppo, il lavoro, il turismo. La legge è per l’uomo e non l’uomo per la legge". Un appello agli amministratori locali: "Non svendete la nostra terra. Non ci sono soldi o compensazioni ambientali che giustificano la compravendita di un territorio. Meglio poveri e dignitosi, che sudditi e destinati a vivere di veleni".