giovani e societÀ

Un nuovo percorso

Da un “piano” interassociativo alla Settimana Sociale

Dalla Settimana Sociale dei cattolici italiani (Reggio Calabria, 14-17 ottobre) "noi giovani ci aspettiamo un segno di speranza che vada ben oltre le dichiarazioni di principio. Ci attendiamo molta concretezza e indicazioni di sostanza perché se è tutto il Paese ad avere urgente bisogno di risposte, sono i giovani a pagare il prezzo più alto della crisi in atto". Alla vigilia dell’appuntamento "Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese", non usa mezzi termini Chiara Finocchietti, presidente del Settore giovani dell’Azione Cattolica italiana, che il 2 ottobre parteciperà a Torino ad una tavola rotonda con i rappresentanti di diverse realtà dell’associazionismo giovanile nazionale per un momento di condivisione/riflessione in vista della stesura di un "piano giovani". Oltre a Chiara Finocchietti interverranno all’incontro Simone Pelissetti (Pionieri della Croce Rossa Italiana), Maurizio Saiu (Giovani Acli), Aldo Scorsoio (Giovani Cai), Antonio De Napoli (Forum nazionale dei giovani), Luca La Spisa (Arciragazzi), Alberto Ratti (Fuci), Massimo De Luca (Fis). Con la responsabile dei giovani di Ac il SIR ha parlato dell’appuntamento torinese.

Qual è il significato di questo incontro fra più associazioni?
"L’iniziativa nasce anzitutto da un cammino di collaborazione già condiviso con molte delle realtà che saranno presenti a Torino; un cammino condotto sia a livello di tavoli ecclesiali, sia nell’esperienza del Forum nazionale dei giovani, piattaforma laica di rappresentanza giovanile per il dialogo con le istituzioni che riunisce, sul modello dell’European Youth Forum, giovani di tutte le associazioni. Oltre che dall’amicizia storica esistente fra diverse di queste realtà, è proprio dal Forum che nasce l’idea di lavorare insieme in vista dell’elaborazione di un ‘piano nazionale dei giovani’, che, redatto in sinergia tra le parti sociali e le istituzioni pubbliche, contenga obiettivi, strategie e strumenti per attuare politiche giovanili di medio e lungo termine".

In che cosa consiste, in concreto, questo "piano"?
"Si tratta sostanzialmente di una sorta di documento programmatico con alcuni elementi chiave in materia. Un testo che intende costituire una cornice-quadro di riferimento all’interno della quale declinare il ‘piano giovani’ a livello regionale, provinciale e magari anche comunale, adattandolo alle esigenze del territorio per promuovere il dialogo sia con le istituzioni nazionali, sia con le amministrazioni locali. L’idea del piano esprime l’auspicio e l’attesa di politiche giovanili che vadano al di là dei singoli governi, ossia che non abbiano carattere partitico o di mera contingenza, ma rispondano ad una visione di più ampio respiro. Trattandosi di un accordo quadro, il piano dovrebbe contenere una serie di indicazioni generali ispirate ad un approccio che non può essere settoriale. Le cosiddette politiche giovanili, infatti, riguardano anzitutto lo studio, la formazione e il lavoro; ma anche il welfare; la questione della solidarietà e quindi il dialogo interculturale, l’accoglienza degli immigrati e l’attenzione allo sviluppo sostenibile; la legalità e la giustizia. Questi i grandi temi che dovrebbero entrare nel documento".

Quale il contributo dell’Azione Cattolica?
"L’incontro torinese costituisce ancora un momento di confronto al quale ogni associazione porterà il frutto della propria riflessione. Noi giovani di Ac proporremo la nostra ‘agenda di speranza per i giovani’, redatta a conclusione del seminario che abbiamo promosso lo scorso giungo con la Fuci e l’Istituto Bachelet. Un testo elaborato partendo dal documento preparatorio alla Settimana Sociale, al cui interno vengono declinati con lo stile della presenza, della corresponsabilità e della partecipazione i punti che ho già indicato come ‘grandi temi’, e che presenteremo anche a Reggio Calabria. A Torino verificheremo insieme se vi sono elementi su cui è possibile una convergenza; tenteremmo, insomma, di fare sintesi di quanto emerso dal cammino delle singole realtà per vedere se il nostro impegno educativo nei confronti dei più giovani possa essere ricomposto in una visione unitaria per concorrere alla costruzione di questo piano nazionale. L’incontro del 2 ottobre inaugura, in sostanza, un nuovo percorso".

Che ruolo hanno gli adulti nel "piano giovani"?
"Come Ac proponiamo un contributo legato alla nostra esperienza di dialogo associativo che è sempre intergenerazionale, perché l’impegno per la costruzione del bene comune, ossia di una società al cui interno ciascuno possa realizzarsi, non è mai settoriale ma caratterizza l’Ac nella sua interezza. Gli adulti rivestono un ruolo fondamentale, anzitutto nella trasmissione dei valori ai più giovani. Più in generale, il nostro apporto all’appuntamento di Torino è la declinazione a misura di giovani di una riflessione che accomuna tutta l’associazione – che si è preparata alla Settimana Sociale con un percorso di 16 incontri in tutte le Regioni italiane su grandi temi – e che è stata raccolta in un documento che verrà presentato a Reggio Calabria".